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Se lei non gode, ecco cosa fare

Secondo recenti studi, il 50% delle donne non raggiunge regolarmente la piena soddisfazione durante il rapporto.

di Daniele Lisi

21 Ottobre 2013

Se lei non gode, ovvero se soffre  di quel disturbo della sfera femminile chiamato anorgasmia, è necessario comprenderne i motivi così da poter trovare il modo per superare il problema. Non è un problema di poco conto in quanto può condizionare anche significativamente il rapporto di coppia, ma non solo, perché anche la qualità della vita potrebbe risentirne.  A volte tale disturbo è collegato ad un calo del desiderio sessuale, problema che negli  ultimi anni sta diventando abbastanza comune in particolar modo nei paesi industrializzati, ma  soprattutto a carico dell’uomo, anche se le donne non ne sono immuni. Le ragioni di questo calo generalizzato non sono ancora del tutto note, ma non si esclude che lo stress  e in particolar modo l’inquinamento giochino un ruolo fondamentale.

AnorgasmiaPer tornare allo specifico problema, quello della anorgasmia femminile,  va detto che secondo recenti studi, il 50% delle donne non raggiunge regolarmente la piena soddisfazione durante il rapporto. Molte considerano questa condizione quasi ineluttabile,  per cui non si danno da fare per comprenderne le motivazioni, ma si limitano per lo più alla simulazione giusto per compiacere il partner, o per darsi un “tono” nei suoi confronti. A parte quindi cause imputabili a qualche particolare condizione fisica o a qualche patologia, va detto che le donne non sono tutte uguali e che quindi ciascuna, nella sua intimità sia fisica che psicologica, è pressoché unica, dotata di sensibilità diversa.

OrgasmoSecondo uno studio di alcuni ricercatori statunitensi della Temple University, il 45% delle donne simula e lo fa per lo più per insicurezza, con la convinzione che questo sia il solo modo per evitare che il partner possa pensare che lei è insoddisfatta del rapporto, e questo comportamento  farà si che il problema non troverà mai una soluzione. L’amore lo si fa in due, solitamente, per cui è bene che ciascuno faccia la sua parte, nel senso che ciascuno deve fare in modo di aiutare il partner a raggiungere la piena soddisfazione. Se l’uomo resta soddisfatto, completamente appagato, deve fare in modo che lo stesso avvenga per la sua partner, per cui deve collaborare fattivamente e non pensare a raggiungere solo il suo scopo.

Pensare che la soddisfazione possa arrivare in modo simultaneo è una utopia, è come vincere alla lotteria, così come la donna non deve vivere il rapporto con l’asia di raggiungere a tutti i costi la soddisfazione, perché in questo modo questa sicuramente non arriverà. È un po’ come l’ansia da prestazione per l’uomo che, in casi del genere, fa una brutta figura, resta a bocca asciutta, solo che quando gli capita, lui la vive come una vera debacle, un dramma, soprattutto poi se non si tratta di un evento rarissimo, cosa che invece può sempre accadere.

Per riuscire a superare il problema serve, necessariamente, la piena collaborazione da parte del partner, e se questi è una persona sensibile,  si prodigherà per dare una mano. La prima strada percorrere sono i preliminari che, solitamente, servono più a lei che a lui. Lui è praticamente sempre pronto, si accende come un fiammifero al primo contatto, alla prima promessa lanciata con gli occhi, per cui è lui che deve darsi da fare e, soprattutto, deve farli durare il tempo giusto. Non vi sono Preliminariregole precise perché, come detto in precedenza, ogni donna è diversa, ciascuna ha una sensibilità differente, per cui è necessario provare, sperimentare, fin quando non si trova la strada giusta.

Può aiutare anche favorire situazioni eccitanti un po’ al di fuori del solito tran tran amoroso, come il più volte citato “famolo strano”, o come quelle situazioni create ad arte, di cui si è parlato anche in un precedente articolo,  che ricreano condizioni eccitanti che non possono che fare un gran bene al rapporto e ad un maggior coinvolgimento della partner.

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