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Sesso, quanto ne fanno (e come lo fanno) gli italiani

Gli italiani sono quelli che mediamente lo fanno più spesso, ma sono anche dei veri Speedy Gonzales.

di Daniele Lisi

12 Ottobre 2013





CoppiaSesso, quanto ne fanno (e come lo fanno) gli italiani?  Ne fanno abbastanza, solo che sembra sia di bassa qualità. Lo dicono i risultati di una ricerca pubblicati dalla Società Italiana di Urologia (Siu) e dell’Associazione Ginecologi Ospedalieri Italiani (Aogoi), un po’ impietosi se vogliamo, che pur evidenziando che probabilmente  gli italiani sono quelli che lo fanno più spesso, mediamente 9 rapporti al mese, tuttavia  pare che in buona parte, circa una coppia su 4, siano dei veri Speedy Gonzales, con i rapporti che per lo più non supera i due minuti. Questo determina anche una certa insoddisfazione nella coppia con il 70% degli italiani che non si sente affatto appagato e con 800mila coppie che sono a rischio crisi.

Si, perché l’insoddisfazione è il peggior nemico del rapporto di coppia, quando ognuno si aspetta qualcosa in più dal partner e invece ne resta quasi completamente deluso. Questi i numeri che raccontano di una condizione non proprio soddisfacente, perché, alla fine, ciò che conta non è tanto la quantità, ma la qualità e quando questa viene a mancare,  l’insoddisfazione è assicurata. Ma questo non vale solo a letto, vale un po’ per tutte le cose della vita come, per esempio, a tavola, dove non conta tanto la quantità di ciò che si mangia, ma la sua qualità, il sapore, e via discorrendo.

InsoddisfattiLa soluzione potrebbe essere una maggiore attenzione dedicata ai preliminari che, già da soli, sono in grado di migliorare le performance, tuttavia il vero nemico è l’eiaculazione precoce, quindi un problema tutto maschile, che mette il turbo ai rapporti di coppia. Si tratta di un disturbo che interessa un quarto dei maschietti solo che la percentuale di coloro che si rivolgono al medico per cercare di mettere le cose a posto è decisamente bassa. Entrano in gioco una serie di fattori psicologici rilevanti che fanno da freno alla ricerca di aiuto.



Generalmente, un uomo con questo problema si sente in grave difficoltà e ha una certa reticenza a parlarne con qualcuno, anche se il suo interlocutore in questo caso è il medico. Ferito nella sua mascolinità, preferisce sperare che le cose si mettano a posto da sole, ma questo non accade e, anzi, la situazione non farà che peggiorare, in quanto anche a letto, nei rapporti con la partner, sa di avere i minuti o addirittura i secondi contati, per cui rischia addirittura di fallire,  di far registrare un passaggio a vuoto che è anche peggio di un rapporto troppo veloce.

In questo modo lui, il maschietto di turno, diventa insicuro, perde completamente l’autostima, cercherà sempre una scusa per evitare il rapporto, per cui oltre ad una scarsa qualità, si registrerà anche un netto calo della frequenza, con la partner che reagirà con rabbia e aggressività, non facendo altro che peggiorare ulteriormente la situazione. Per lui molto meglio lasciar perdere piuttosto che vedere la partner con una espressione a dir poco delusa, ma il più delle volte arrabbiata, insofferente nei confronti del partner,  per cui se non ci si decide a correre ai ripari, la rottura del rapporto è dietro Precocel’angolo. Del resto, i rimedi esistono, ma è necessario prendere il coraggio a quattro mani e recarsi dal medico che saprà come e cosa consigliare per risolvere il problema.

Tuttavia, molto dipende anche dalla testa, dall’atteggiamento che si assume nei confronti di questo disturbo, e questo non vale solo per l’uomo, ma anche per la donna che deve armarsi di santa pazienza e cercare di dare una mano al partner per venirne fuori. In definitiva, così facendo si fanno anche i propri interessi e quelli della coppia nel suo insieme, perché tutti i problemi si possono risolvere, sempre che li si affronti d’amore e d’accordo.

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