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Il fruttosio fa male?Benefici e rischi per la salute

Dolci? Dolcificanti? Qualcuno fa male davvero? Il fruttosio lo conosci? Cosa ne pensi? Ecco tutti i rischi e benefici del fruttosio

di Redazione

12 Ottobre 2013





Il fruttosio è stato considerato, per anni, come il sostituto ideale dello zucchero comune; grazie al suo alto potere dolcificante veniva consigliato anche alle persone affette dal diabete. Il fruttosio ha un indice glicemico basso ma contemporaneamente ha un alto potere dolcificante, il che lo renderebbe un ottimo prodotto per chi desidera tenere sotto controllo il peso o presenta alcune malattie.

Questo zucchero semplice si trova anche in natura, per esempio nel miele e nella frutta ed è molto impiegato anche dall’industria per la realizzazione di vari prodotti dolci. Il fruttosio che in questo caso viene utilizzato spesso viene estratto dal mais.

A porre alcuni dubbi sulle qualità del fruttosio, conosciuto anche come levosio, sono state alcune ricerche. Negli studi è stato evidenziato che un uso sconsiderato potrebbe provocare gravi problemi, fra i quali il sovrappeso e danni al fegato. Inoltre, molti ricercatori hanno stabilito che il fruttosio fornendo meno calorie rispetto al tradizionale zucchero semolato, spinge molti consumatori ad abusarne. In realtà, i problemi del fruttosio sono simili a quelli di ogni altro alimento, compreso il sale. Per evitare disturbi di varia natura è necessario consumarlo in quantità ridotte; così anche per la preparazione di dolci, sarebbe opportuno ridurre la dose di fruttosio impiegato.

Fra i principali effetti collaterali che sono stati imputati a questo tipo di dolcificante vi è l’aumento dei trigliceridi; questi grassi sono molto pericolosi perché sono responsabili delle patologie a carico dell’apparato cardiocircolatorio.



Gli scienziati hanno anche evidenziato che il fruttosio potrebbe avere un ruolo nel sovrappeso perché è spesso contenuto in bevande molto caloriche; inoltre, se si abusa col suo consumo si potrebbe andare incontro anche ad altri problemi, come una maggiore possibilità di sviluppare malattie cardiache e una maggiore resistenza alla leptnia, la sostanza che ha il compito di tenere sotto controllo il livello di grassi nel sangue. Altri effetti collaterali sarebbe lo sviluppo di alcune sostanze negative per il nostro organismo, soprattutto quando il consumo si protrae nel tempo.

Una parte della popolazione, pur non sapendolo, è intollerante al fruttosio e quindi sviluppa alcuni sintomi, come per esempio i dolori addominali.

Viceversa alcune ricerche specifiche condotte in Canada hanno, almeno in parte, posto il dubbio sul fatto che il fruttosio non sia  un prodotto negativo per chi soffre di diabete. Dopo aver esaminato 209 pazienti che erano stati coinvolti in alcuni studi, si è arrivati a concludere che chi aveva adoperato il fruttosio era riuscito a tenere a bada la glicemia e la pressione; inoltre, pare che non ci fossero state variazioni in relazione all’aumento di peso. Questo significa che è necessario effettuare ancora ulteriori approfondimenti per redimere una questione di grande importanza che riguarda, non soltanto chi ha il diabete, ma larghe fette della popolazione mondiale che regolarmente fa uso di questo zucchero.

In conclusione potremmo dire che il fruttosio è quindi un dolcificante che aiuta a ridurre il consumo di zucchero semolato ma non se ne dovrebbe mai abusare. Come spesso accade, la verità sta nel mezzo; quindi, è bene impiegarlo senza però abusarne. Questo stesso discorso è  valido anche per quello semolato che dovrebbe essere impiegato sempre con parsimonia, onde evitare problemi come il diabete e l’obesità.

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