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Un tumore su 3 è per l’alimentazione non corretta, ecco le cause

Il segreto per ridurre il rischio cancro è uno stile di vita sano e un regime alimentare corretto ed equilibrato.

di Daniele Lisi

16 Settembre 2013





Corretta alimentazioneUn tumore su tre è colpa di una alimentazione non corretta, ma non solo, perché anche molto dipende dallo stile di vita. Lo dice il Dott. Saverio Cinieri, direttore della Divisione di Oncologia Medica e Breast Unit dell’ASL di Brindisi, nonché presidente del convegno dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica tenutosi a Brindisi il 13 settembre scorso. Non si tratta di una opinione, bensì di un dato di fatto, confortato da una serie notevole di studi, ricerche e statistiche che non fanno altro che confermare come una alimentazione sbagliata sia in gran parte responsabile dell’insorgenza di una nutrita serie di tumori. Ogni anno si registrano circa 15000 nuovi casi di tumore e, di questi, per il 25% dei casi si tratta di cancro al colon retto, il 15% al seno e il 10% alla prostata.

Molti di questi pazienti non si troverebbero in queste condizioni se solo avessero condotto uno stile di vita diverso e, in special modo, se avessero seguito un regime alimentare corretto. La dieta migliore si dimostra sempre essere la dieta mediterranea, quella con cui ci hanno cresciuti i nostri genitori che, a loro volta, erano stati allevati in questo modo dai loro, i nostri nonni, e coì ancora più indietro nel tempo. Ovviamente, le conoscenze attuali consentono anche di fare una selezione di alimenti che prima era impossibile fare in quanto non era noto, ad esempio, quanto la carne sia responsabile di gran parte delle neoplasie, così come lo è il fumo.

La carne andrebbe consumata con estrema cautela, come del resto ormai raccomanda da tempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, e nello specifico non più di 4-5 volte al mese, senza fare differenza tra carni bianche e carni rosse, perché è del tutto indifferente. Del resto, la natura ci regala una infinità di prodotti della terra che possono rappresentare tranquillamente un’alternativa alle proteine animali, come appunto i legumi, cosa conosciuta anche nel passato tanto che la saggezza popolare definiva i fagioli la carne dei poveri: dava gli stessi nutrienti a costi molto più accessibili, e poi bastava coltivarli per averne sempre in gran quantità.



Inoltre, rispetto alla carne, i legumi sono molto più facili da conservare, anche a costo zero, perché non richiedono refrigerazione, in quanto vanno conservati secchi. Ma non bastano i legumi, perché anche le verdure e la frutta, in sostanza tutti i prodotti della terra, sono per lo più dei veri e propri anticancro. Lo stesso Prof. Veronesi lo sta ripetendo da anni, e ne è talmente convinto tanto da essere vegetariano. Ma il solo regime alimentare corretto, come ad esempio la dieta mediterranea, non è sufficiente a ridurre il rischio cancro, perché bisogna anche mettere in conto i rischio derivanti dal sovrappeso e da una vita sedentaria. Lo  stile di vita, al pari dell’alimentazione, rientra nel gruppo dei fattori di rischio modificabili, quelli su cui è possibile avere un pieno controllo, cosà che non è per esempio per i fattori genetici.

Bisogna quindi considerare anche l’attività fisica che deve  essere praticata con Legumicostanza e non occasionalmente, altrimenti non avrebbe alcun senso, attività fisica preferibilmente di tipo anaerobico o cardiovascolare, che poi è quella che non solo riesce egregiamente a mantenere il peso sotto controllo, ma che procura una nutrita serie di benefici all’organismo. Non basta quindi il mangiare sano, evitare la carne e i grassi animali, perché i benefici di una dieta a base di verdure, legumi e altro ancora, verrebbero del tutto vanificati se poi si fuma, altro severo fattore di rischio cancerogeno, ormai accertato da anni. Quindi, lo ribadiamo, il segreto per ridurre il rischio cancro è uno stile di vita sano e un regime alimentare corretto ed equilibrato.

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