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Correre per dimagrire, ecco il programma settimanale

Oltre a stabilire i tempi e le distanze da percorrere, sarebbe opportuno anche scegliere il percorso.

di Daniele Lisi

12 Settembre 2013





CorrereCorrere per dimagrire, è sicuramente il modo migliore per ottenere dei buoni risultati, anche se non bisogna sottovalutare il camminare che, in alcuni casi è anche più efficace. Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi prefissati, è necessario  fare attività fisica con costanza, certamente non solo nei fine settimana, altrimenti non avrebbe alcun senso, per cui è necessario anche stilare una sorta di programma settimanale in modo da sapere sempre cosa fare e quando farlo. Non basta mettere le scarpette ai piedi e partire, bisogna farlo con metodo, seguendo una tabella  ben definita, in modo da non ritrovarsi a correre senza sapere il tempo da dover dedicare all’attività fisica.

In tutti i casi, quale che sia la tabella di marcia, la prima cosa da fare, se si vuole fare jogging, è una passeggiata dal medico curante per chiedergli consiglio circa gli esami da effettuare per verificare il proprio stato di salute, per rendersi  conto, in effetti, se la cosa è compatibile con la condizione fisica. Affrontare uno sforzo  che potrebbe anche essere intenso, senza prima aver svolto gli esami di  rito o quelli consigliati dal medico curante che ben conosce la  storia clinica del suo paziente, è in tuti i casi un azzardo che è meglio evitare.

Una volta accertata l’idoneità fisica, è possibile cominciare e stilare una tabella di marcia in modo da essere sicuri di fare le cose nel modo giusto. Tuttavia, se non si è mai fatto jogging in precedenza, prima di stilare una tabella, è bene fare una uscita per verificare sul campo la propria resistenza allo sforzo, ovvero, dopo quanti minuti si comincia ad andare in affanno, ad andare in riserva se così si può dire. La prima raccomandazione è che non bisogna mai andare oltre le proprie possibilità, ovvero mai chiedere al fisico più di quanto è in grado di dare.  Pensare di arrivare solo al prossimo albero prima di fermarsi o tornare indietro non ha senso perché ci sarà sempre un albero successivo che si comporterà come una vera e propria calamita. Quando si è arrivati ci si ferma, e basta, senza guardare oltre.



Correre nel boscoFatto questo si ha un primo riscontro della propria forma fisica, per cui la tabella che si andrà a stilare dovrà necessariamente tenere in considerazione questo punto di partenza.  Come detto in precedenza, non è pensabile fare jogging solo nel fine settimana o a giorni alterni, ma è necessario farlo tutti i giorni, semmai riservandosi un giorno di riposo come del resto si conviene. Quindi, partendo dal dato iniziale, ovvero dai 15 minuti di autonomia verificati al primo approccio, tanto per fare un esempio, si stilerà una tabella che prevede incrementi settimanali di 5 minuti ciascuno, ovviamente sempre da verificare sul campo, anche cercando di incrementare la velocità, così da percorrere anche una distanza maggiore.

Se al primo incremento ci si sente in difficoltà, rimandarlo  alla settimana successiva, quando sicuramente si sarà in  condizione di affrontare il tragitto più lungo.
In tutti i casi, il tempo massimo da dedicare al jogging non dovrebbe superare i 40-50 minuti per seduta. Oltre a stabilire i tempi e le distanze da percorrere, sarebbe opportuno anche scegliere il percorso, condizione altrettanto importante perché un conto è correre per le strade del quartiere dove si abita, altra cosa è correre nel parco cittadino, in riva al mare, in campagna o Corsaaltro ancora.

È bene scegliere un percorso che si snodi in un luogo  non trafficato, lontano quindi dallo smog e dal traffico veicolare, preferibilmente immerso nella natura, anche per poter contare su di un’aria più limpida e salubre. Cercare anche di variare il percorso, anche se solo invertendo il senso di marcia la dove possibile, in modo che la corsa sia varia e non monotona, condizione essenziale per renderla piacevole e rilassante.

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