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I grassi vegetali, una finzione

I così detti grassi vegetali, in seguito alle tante fasi di lavorazione cui sono sottoposti, perdono tutti gli elementi vitali.

di Daniele Lisi

07 Settembre 2013





Grassi vegetaliI grassi vegetali, quelli che ci vengono propinati tutti i giorni spacciandoli per salutari per l’organismo, in effetti sono una finzione, una vera presa in giro. Non che non siano salutari per l’organismo, al contrario dei grassi animali che sono notoriamente da tenere alla larga, soprattutto da pazienti cardiologici, solo che sono sottoposti ad una serie  di lavorazioni che richiedono un gran numero di passaggi, ben 10 senza entrare nello specifico, a per lo più ad alte temperature che ne alterano drasticamente la composizione.

Il problema, quando si fa a spesa, è l’etichetta. Ci basta dare una occhiata alla data di scadenza, a volte alla zona di provenienza, ma questo limitatamente a carne, frutta e verdura, e all’azienda produttrice, e se questa è nota e ritenuta affidabile, si passa oltre, soddisfatti per l’acquisto fatto. Il principale errore è proprio questo, e ci si riferisce in particolar modo ai prodotti così detti da forno, quelli che sono realizzati con grassi vegetali, che qualche azienda si degna anche di menzionare sull’etichetta, anche se non obbligata a farlo, tanto per convincerci che si tratta di un prodotto di qualità e, soprattutto, non dannoso per la salute.

La finzione è proprio questa, perché il problema è rappresentato, come detto in precedenza, dalle alte temperature cui sono sottoposti questi prodotti e, in particolare, i così detti e spacciati per innocui grassi vegetali. Il modo migliore per cuocere un qualsiasi alimento, e anche per condire quelli che vanno solo conditi a crudo, è il mai troppo decantato olio extra vergine di oliva, l’olio spremuto a freddo che per tanti anni è stato uno dei pilastri della cucina mediterranea, fin quando non hanno fatto la loro comparsa gli oli di semi e i grassi vegetali. Lo stesso olio di semi non dovrebbe mai essere utilizzato per la frittura, perché ha una temperatura di fusione, diciamo così tanto per intenderci, molto più bassa dell’olio di oliva, per cui fonde letteralmente, si brucia, e in questa sua trasformazione dà luogo a sostanze tossiche per l’organismo.



Prodotti da fornoQuesto è un problema poco noto, che in tutti i casi cozza con il fatto che l’olio di semi ha un costo più basso dell’olio extra vergine e quindi è più conveniente in cucina. Ovviamente, questo vale anche per la sua produzione che, comunque, dovendo aggiungere delle alte temperature in quanto non deriva dalla premitura a freddo,  determina la morte degli elementi vitali che lo compongono, come vitamine, enzimi e una nutrita serie di elementi biologicamente attivi. Queste sostanze sono in grado di interagire con il sistema immunitario e una loro carenza o una loro presenza alterata, possono determinare una alterazione del  funzionamento cellulare.

Questo ha sicuramente delle ricadute sulla salute non trascurabili, solo che solitamente si tratta di  problemi  che si presenteranno a medio/lungo termine, e non nell’immediato, per cui nessuno ci fa caso. Le alterazioni cellulari sono, tra l’altro, una delle cause alla base dell’insorgenza di patologie oncologiche, tumori tanto per essere chiari, così come possono determinare danni al sistema cardiovascolare. Pensando di consumare prodotti a base di grassi vegetali, si pensa di mettere il cuore in sicurezza, perché si ritiene di Oliopoter mettere il colesterolo KO, mentre invece molto probabilmente si ottiene l’effetto contrario.

Del resto, molti ritengono una follia per il loro borsellino fare una frittura con l’olio extra vergine di oliva, vista la differenza di costo tra olio d’oliva e olio di semi, tuttavia vi è anche una significativa differenza per la salute.  Il concetto noto a tutti ma spesso bellamente ignorato, che si è quel che si mangia, è sempre molto attuale, è una verità inconfutabile. Bisognerebbe prenderne maggiore coscienza una volta per tutte.

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