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10 alimenti molto diffusi che sarebbe meglio non comprare

Un'alimentazione sana e variata riduce il rischio di ammalarsi e migliora l'aspettativa di vita. Alcuni alimenti in commercio, se consumati con troppa frequenza, possono rivelarsi dannosi per la salute. La soluzione è quella di cercare prodotti naturali e di leggere sempre le etichette relative agli ingredienti.

di Redazione

01 Settembre 2013





Seguire un‘alimentazione sana e quanto più possibile naturale è il segreto per tutelare la propria salute. Non di rado, a causa dei ritmi di vita frenetici al pasto si dedica poco tempo e si è costretti ad acquistare prodotti preconfezionati o precotti. Vi sono però alcuni cibi che andrebbero consumati meno di frequente a vantaggio di prodotti freschi, poco conditi e possibilmente biologici. Quando non è possibile acquistare alimenti a chilometri zero, è importante vagliare l’ipotesi di rivolgersi ad un gruppo di acquisto oppure ritagliarsi del tempo per recarsi direttamente dai produttori.

10 alimenti molto diffusi che sarebbe meglio consumare meno di frequente sono:

La margarina. Si tratta di un prodotto molto impiegato nelle preparazioni industriali ma che presenta alcuni limiti. Infatti, in alcuni casi contiene delle percentuali di grassi idrogenati che si sono rivelati dannosi per la salute. Quando è possibile può essere sostituita con l’olio extra vergine d’oliva o con il burro, anche quello chiarificato.

Gli alimenti in scatola. In questa categoria rientrano moltissimi cibi consumati giornalmente, come per esempio i pelati o la carne. La sostanza che crea maggiori problemi alla salute è il bisnefolo A, noto anche BPA, che è impiegato per evitare che le lattine subiscano dei processi di degrado. Questa sostanza alla lunga causa dei problemi di salute ad adulti e bambini  tanto che alcuni Paesi stanno adottando delle strategie per limitarne l’uso. La Comunità europea ha già deciso che il bisfenolo A non debba più essere impiegato per alcuni oggetti destinati ai neonati.

Patatine fritte aromatizzate e fuori pasto. Il loro consumo dovrebbe essere limitato per contenere la percentuale di grassi e di calorie ingerite ma anche perchè, in alcuni casi, si tratta di prodotti che vengono aromatizzati con sostanze chimiche che potrebbero rivelarsi poco salutari. E’ possibile alternare questi alimenti con macedonia di frutta fresca, frutta secca o yogurt.



Il dado. Si tratta di un prodotto molto diffuso perchè può essere impiegato in svariate preparazioni, come nella cottura della carne. In genere, è un alimento molto ricco di sale e quindi da limitare per evitare eventuali problemi all’apparato cardiocircolatorio. Inoltre, alcuni dadi contengono il glutammato monosodico, una sostanza che alla lunga, potrebbe provocare dei danni.

Le bevande gassate e zuccherate. Il loro consumo dovrebbe essere più sporadico perchè queste bibite apportano un introito calorico importante a causa dell’alta percentuale di zucchero; bisogna anche considerare che si tratta di prodotti gassati. Possono essere alternati con spremute di frutta fresca, centrifugati o tisane.

Le caramelle e le gomme da masticare. Sono fra i prodotti più utilizzati sia fra la popolazione adulta che fra i più giovani. E’ importante limitare il loro consumo per evitare problemi di carie e, in alcuni casi, di sovrappeso. Infatti, si trovano caramelle particolarmente ricche di calorie, come per esempio quelle al cioccolato o alla panna. Un discorso a parte meritano quelle “senza zucchero” che potrebbero contenere dei dolcificanti chimici potenzialmente pericolosi.

7 La frutta non biologica. Fatto salvo che non tutti abbiano la possibilità di acquistare alimenti biologici, sarebbe importante cercare di prediligere prodotti locali o almeno nazionali; questo dettaglio è particolarmente importante perchè i prodotti arrivano più freschi, fanno un percorso meno lungo mantenendo quindi le loro caratteristiche nutrizionali. Inoltre, la frutto non trattata non presenta residui di pesticidi chimici e quindi è adatta anche ai bambini e può essere consumata con la buccia.

8 Il latte. Quando si acquista il latte proveniente da allevamenti intensivi si potrebbe correre il rischio di consumare un alimento contenente sostanze di origine chimica. I medicinali e gli altri prodotti impiegati per la cura degli animali sarebbero poi presenti sotto forma di residuo nel latte e quindi verrebbero assunti, inconsapevolmente, anche dai consumatori.

Salse e creme. Si tratta, quasi sempre, di prodotti realizzati impiegando addensanti e additivi Il discorso è valido sia per prodotti salati che dolci, come per esempio creme pronte e farciture varie.

10 I pesci di grandi dimensioni. Ci si riferisce al tonno e al pesce spada ma, in generale, a tutti i grandi predatori che accumulano nelle loro carni alte percentuali di metalli. Ciò significa che il loro consumo debba essere occasionale anche per la tutela della biodiversità marina e la salvaguardia di specie in via di estinzione.

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