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Analisi del sangue, come capire se i valori dell’esame sono OK

La lettura dei risultati è ormai abbastanza semplice perché tutti i laboratori di analisi, a fianco dei risultati, riportano anche i normali valori di riferimento.

di Daniele Lisi

30 Agosto 2013





Esami sangueQuando si fanno le analisi del sangue, il primo pensiero quando si ritira il risultato, è quello di controllare se tutto è OK. A  parte i controlli periodici che sarebbe buona norma fare a cadenza semestrale, o almeno una volta l’anno, considerando che purtroppo, con l’aumento dei ticket sanitari, oggi curarsi è diventato un lusso quasi per pochi, solitamente un esame del sangue si effettua  perché lo prescrive il medico. Si tratta per lo più di una prima indagine che viene effettuata, in caso di qualche cosa che non va, per cominciare a dare una occhiata all’interno, perché ormai senza esami non è più possibile fare una diagnosi certa.

Quindi, la prima cosa che si fa, con un po’ di preoccupazione, è quella di aprire la busta e di dare un’occhiata ai risultati, sperando di capirci qualcosa.  La lettura dei risultati è ormai abbastanza semplice perché tutti i laboratori di analisi, a fianco dei risultati, stampano anche una colonna con i normali valori di riferimento e, quando vi è qualche valore  non proprio nella norma, questo viene anche segnalato da un asterisco, o da altro carattere grafico.

Il problema, quindi, non è capire se i valori sono tutti nella norma o meno, ma cosa possono voler dire i valori anomali, quelli segnalati dall’asterisco, perché certamente un conto è avere il colesterolo un po’ sopra la norma, tutt’altra cosa è avere i globuli bianchi che non rispettano il range previsto come valore di riferimento normale. La prima cosa che si fa, in questi casi, è chiedere direttamente al professionista del laboratorio dei chiarimenti che, anche se il più delle volte potrebbe anche essere in grado di darli, se si tratta di qualcosa di un po’ più serio, preferisce non esprimersi in quanto non conosce la storia clinica del  paziente e quindi, un commento potrebbe essere del tutto fuori luogo, potrebbe creare nel paziente anche un allarme eccessivo.



PrelievoLa sola cosa da fare, quindi, in caso di valori anomali, è quella di recarsi dal medico curante o dallo specialista che ha prescritto gli esami, perché solo lui è in grado di esprimere un primo giudizio sui risultati degli esami e, se necessario, potrà anche prescrivere altre indagini, anche strumentali, per cercare di venire a capo del problema. Questo vale anche quando si fanno i soliti esami di controllo, a prescindere se li abbia o meno prescritti il medico curante. Non è affatto raro che ci si accorga qualche patologia, grave o di scarsa importanza è del tutto irrilevante, per caso, facendo un semplice esame di routine. In questo caso ci si può ritenere anche fortunati, perché accorgersi per tempo di un qualsiasi malanno, soprattutto di quelli che si muovono in silenzio, senza dare segnali della loro presenza, potrebbe anche significare la differenza tra una pronta guarigione e una malattia più complicata e, a volte, anche tra la vita e la morte.

Si pensi, per esempio, ad un ecocolordoppler fatto per precauzione che evidenza la presenza di un aneurisma all’aorta addominale. Un malanno Risultatidel genere è un serio problema, perché un’eventuale improvvisa rottura dell’aorta, evento niente affatto raro in presenza di un aneurisma, non darebbe scampo al paziente, in nessun caso. Ecco perché alcuni esami di routine, anche poco impegnativi se vogliamo, andrebbero sempre fatti anche se ci si sente in buona salute. Un conto è intervenire in tempo, tutt’altra cosa è cercare di metterci una pezza quando, oltre tutto, potrebbe essere anche troppo tardi.

Vi sono diverse patologie, solitamente serie, che non danno segni della loro presenza,  subdole e pericolose, e scoprirle per tempo è essenziale per evitare di andare incontro a seri problemi, molte volte irreversibili.

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