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Come disfarsi di un elettrodomestico

Purtroppo ancora in molti, forse troppi, pensano che sia una pratica corretta disfarsi del vecchio elettrodomestico abbandonandolo dove capita.

di Daniele Lisi

22 Agosto 2013





Smaltimento RaeeCome disfarsi di un elettrodomestico, un problema che a volte non viene affrontato in maniera corretta, tanto è vero che non è insolito trovare  in giro, nei posti più impensati, vecchi frigoriferi, lavatrici o elettrodomestici simili. Eppure ormai ogni Comune mette a diposizione luoghi appositi, le famose Isole ecologiche, dove è possibile portare i vecchi elettrodomestici da eliminare, così come le amministrazioni locali mettono a disposizione gratuitamente il servizio di raccolta presso l’abitazione del cittadino che ne fa richiesta, di materiali ingombranti che potrebbe essere complicato portare direttamente alla struttura comunale di smaltimento.

Fatto è che ancora in molti, forse troppi, pensano che sia una pratica corretta disfarsi del vecchio dove capita, tanto prima o poi passerà un mezzo del Comune che provvederà a raccoglierlo. Non è così che funziona e non è così che si fa, perché questo comportamento  non fa che  aumentare l’inquinamento in quanto soggetti a caccia di parti riciclabili di un certo valore economico, anche se piccolo, potrebbero smontare i vecchi elettrodomestici lasciando poi per strada i materiali inutilizzabili.

Il maggio rischio si corre poi con i frigoriferi che, oltre a parti in plastica, alluminio e componenti elettrici, contiene anche come i CFC e gli HCFC, gas ozono-lesivi altamente inquinanti, che mettono a rischio la salute del pianeta e dei suoi abitanti. Piuttosto, se chi deve liberarsi  del vecchio elettrodomestico è un appassionato fai da te, potrebbe, per esempio, recuperare il motore della lavatrice o della lavastoviglie, accessorio che può trovare una serie pressoché infinita di applicazioni in oggetti autocostruiti.

Riciclo vecchi elettrodomesticiBisogna poi considerare che quando si acquista un nuovo elettrodomestico, quale esso sia, soprattutto se di grandi dimensioni, è possibile richiedere al negoziante il ritiro gratuito del vecchio apparecchio, cosa che grazie al decreto legislativo “uno contro uno” del 2010, i negozianti  non possono rifiutarsi di fare. La soluzione quindi è molto più facile di quanto si possa immaginare. Ciò non toglie che può sempre capitare di doversi liberare del vecchio televisore ormai obsoleto ancora presente in casa che semmai non andrà sostituito nell’immediato. In quel caso la soluzione corretta è l’isola ecologica citata in precedenza o la richiesta del ritiro gratuito a domicilio.



Restano i piccoli elettrodomestici, come il vecchio tostapane o il frullatore o uno qualsiasi dei tantissimi piccoli apparecchi di uso comune in qualsiasi casa. Questi quasi sempre finiscono nei bidoni dell’indifferenziata, scelta anche in questo caso scellerata, perché in tal modo non verrebbero nemmeno smaltiti correttamente. Tutti i prodotti di questo tipo, a prescindere dalle loro dimensioni, se smaltiti come si deve, consentono un recupero non indifferente di una gran quantità di metallo, alluminio, plastica, rame e altro ancora, tutti materiali tranquillamente riutilizzabili dopo essere stati adeguatamente trattati.

In Italia è presente Ecodom,  il Consorzio italiano per la gestione dei Raee, ossia i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, Consorzio che si occupa appunto del corretto smaltimento di questi rifiuti che, in effetti, possono rappresentare una vera ricchezza per il Paese.   Si pensi, ad esempio, che da un qualsiasi frigorifero è possibile recuperare fino a circa 28 kg di ferro, 6 kg di plastica e oltre 3 kg tra rame e alluminio, quantità che possono variare, ovviamente, in base alle dimensioni dell’elettrodomestico stesso.  Perdere tutto questo sarebbe veramente colpevole, come Rifiuto abbandonatodel resto sarebbe ancor più grave disperdere questi materiali nell’ambiente, materiali che non potranno mai essere distrutti.

Come detto in precedenza, non è insolito trovare nei luoghi più impensati, anche nelle aree protette, vecchie lavatrici scaricate li da chissà quanto tempo, che la natura ha cercato affannosamente di nascondere ricoprendola di vegetazione, impresa non sempre riuscita perfettamente. Ma questo non vuol dire che sia stata accolta benevolmente, piuttosto è stato un tentativo di celare la stupidità e l’incoscienza dell’uomo.

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