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Come smettere di fumare

Il tabagismo è un problema di testa, un fatto mentale, un’abitudine, un rituale legato ad azioni che si compiono nel corso della giornata.

di Daniele Lisi

21 Agosto 2013





Smettere di fumareSmettere di fumare, un auspicio per molti, ma una convinzione per pochi. Il problema alla fine è tutto qui, e non si tratta di una affermazione semplicistica o superficiale, perché lo dice chi ha smesso di fumare e ci è riuscito senza particolari problemi. A parte la nicotina che può creare dipendenza, nulla in confronto ovviamente alla dipendenza da sostanze stupefacenti,  il  tabagismo è un problema di testa, un fatto mentale, un’abitudine, un rituale che spesso è legato ad una serie di atti o azioni che si ripetono nel corso della giornata. La sigaretta dopo il caffè, dopo aver fatto l’amore, appena si entra in macchina, e così via.

Quindi, per smettere di fumare quello che veramente occorre è la convinzione, la profonda determinazione e convincimento di non accendere più una nuova sigaretta. Chi afferma il contrario, e lo dice semmai dopo tanti tentativi andati a vuoto, lo dice perché non ne era affatto convinto, era semplicemente un desiderio neppure tanto forte, più che altro un auspicio. Del resto, e questo vale per tuto ciò che si fa nel corso della vita, volere significa fare, non provare.

Anche a livello psicologico, la parola tentativo prevede evidentemente anche un fallimento, lascia la porta aperta all’insuccesso, così da poter trovare anche una giustificazione più con se stessi che con gli altri. Dire “vorrei smettere di fumare” è sbagliato, è l’anticamera dell’insuccesso, perché la maggior parte dei tentativi sono destinati a non sortire alcun effetto. Dire, ma soprattutto pensare,  “smetto di fumare” senza se e senza ma è la soluzione giusta, perché ciò significa che il convincimento è profondo, per cui il successo è certamente a portata di mano.



Cerotto alla nicotinaCome detto in precedenza, la sigaretta è anche un rituale, un’abitudine, spesso legata ad azioni abitudinarie o a situazioni particolari. Accendersi una sigaretta è spesso un modo per prendere tempo prima di dare una risposta ad una domanda, riposta che richiede un’attenta riflessione, o per nascondere un’incertezza che non si vuole mostrare al proprio interlocutore.  La sigaretta è anche un modo, anche più efficace di altri per concentrarsi, solo che la sferzata data dalle prime boccate, si esaurisce nel giro di  qualche minuto e si ripiomba rapidamente nella condizione precedente.

La soluzione migliore per tutti è e resta quella di smettere di fumare, visto che ormai è accertato da anni che il fumo è causa di una nutrita serie di patologie anche gravi, a partire dall’ipertensione, per arrivare al cancro ai polmoni, passando per la famigerata BPTCO. Ma come fare a smettere se non si è supportati da quella profonda convinzione che risulta essere la migliore alleata per farla finita con il tabagismo?
Metodi alternativi ve ne sono, tutti più o meno efficaci, tutti con i soliti pro e contro che, comunque possono aiutare qualche indeciso a sconfiggere la dipendenza mentale dal fumo. Che si tratti di dipendenza mentale più che da nicotina lo dimostra anche il fatto che i soggetti che utilizzano il cerotto alla nicotina per smettere di fumare, spesso sentono ancora il bisogno di accendersi la sigaretta, così come del resto accade a coloro che si rivolgono alle sigarette elettroniche.

Di queste, come è noto, ve ne sono diversi tipi, alcune con nicotina, altre senza, Sigaretta elettronicae il fatto che alcune persone scelgano quelle senza nicotina dimostra ancora una volta che il fumo è una dipendenza mentale, una abitudine o un rituale, come esposto in precedenza.
In tutti i casi, giusto per completezza di informazioni, come coadiuvanti per smettere di fumare esistono anche le gomme alla nicotina, i già citati cerotti, pillole antifumo, inalatori alla nicotina, l’agopuntura, l’ipnosi e la vaccinazione, più altri ancora, sempre più o meno efficaci. Ma, in tutti i casi, la soluzione è nella mente di ciascuno, e non altrove.

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