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Dimmi cosa bevi e ti dirò come sei a letto

L’alcol e il letto, inteso non come sonno ma come alcova, non sempre vanno d’accordo, anzi poche volte, a meno che non si beva con la testa.

di Daniele Lisi

02 Maggio 2013





Bere al barL’alcol e il letto, inteso non come luogo di riposo  ma come alcova, non sempre vanno d’accordo, anzi poche volte, a meno che non si beva con la testa piuttosto che con la pancia. Coloro che sanno meglio come vanno queste cose, i veri esperti,  sono certamente i barman dei locali notturni o anche solo di quei locali dove spesso i single, uomini donne, si recano una volta finito il lavoro. Un luogo di incontri, dove ci si reca non solo per passare il tempo e fare qualche chiacchiera tra amici e conoscenti occasionali, ma anche per rimorchiare, e allora in questo caso i gusti nel bere  rappresentano una chiave di lettura abbastanza facile per i barman esperti, che spesso oltre tutto, come nei vecchi film di una volta, raccolgono anche le confidenze dei proprio clienti.

Ovviamente, si parla semplicemente di cosa si ama bere, ma certamente non di  quanto si beve, perché si sa benissimo che se si eccede con l’alcool, si parte già sconfitti, non c’è letto che tenga o partner sensuale e stimolante che possa far risvegliare qualcosa che ormai è ai minimi termini. Vi sono poi anche coloro che fanno le loro scelte per stupire, par darsi un tono, per atteggiarsi tanto per intenderci, e sono poi coloro che avranno in tutti i casi meno successo, perché il più delle volte verranno smascherati. Ma andiamo con ordine.

Bere birra al barUno shot è, probabilmente, quello che si beve più spesso, ma è anche quello che ha accresce la velocità a discapito della qualità. Un rapporto del genere è sicuramente poco apprezzato dal partner, per cui è meglio evitare questo tipo di mistura, perché di una bevanda alcolica mista si tratta, se si vuole un seguito interessante e non alla Speedy Gonzales.



Un prosecco, una di quelle bevande alcoliche utilizzate per darsi un tono, perché le bollicine fanno sempre effetto, sono spumeggianti anche se poi in effetti chi lo beve non lo è altrettanto. Si tratta di una di quelle bevande utilizzate per atteggiarsi, per sembrare sofisticati e ricercati, mentre la realtà è ben diversa. Cercare di spacciarsi per ciò che non si è, alla fine può essere un’arma a doppio taglio, perché si può fare anche una brutta figura.
Il distillato è tipico dell’intenditore, di colui che vuol apparire smaliziato, mentre invece viene spesso soppesato per quello che è in effetti, e quindi per lo più ignorato.

Il cocktail, forse una delle scelte migliori, solo che bisogna fare attenzione alla quantità perché, si sa, i cocktail sono come le ciliegie, uno tira l’altro, solo che le ciliegie al limite possono far venire un po’ di mal di pancia, mentre troppo cocktails mettono al tappeto, e si è già finiti prima ancora di cominciare.
La birra, una delle bevande in assoluto più bevute dai giovani, ma anche dai meno giovani, proprio perché se ne possono bere un certo numero senza subire ripercussioni. Bisogna però fare attenzione perché, quando si beve troppo a stomaco vuoto, la resistenza all’alcool è decisamente limitata e, inoltre, essendo le birre una bevanda gassata,  si correrebbe il rischio, nel momento cruciale, di doversi liberare dei gas Bere vinointestinali in eccesso, cosa che certamente non aiuta, anzi, potrebbe creare non pochi problemi.

Infine il vino, un classico, preferito in particolar modo dalle persone mature e posate, sempre con una certa moderazione, ovviamente. Chi beve il vino è un sentimentale, non uno da una botta e via, come suol dirsi, ma uno che predilige i preliminari e che tende a dare importanza ad ogni rapporto: una persona per lo più affidabile, sulla quale si può contare.

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