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Perché le carezze danno piacere?

Carezze uguale piacere? Spesso e volentieri sì, alla pelle piace essere coccolata

di Redazione

03 Aprile 2013





Toccare ed essere toccato con cura, accarezzare ed essere accarezzato con amore è per tutti molto  piacevole. Come mai le carezze, gli  abbracci e le coccole producono in noi un effetto rassicurante e piacevole?

Oltre a quello che è il coinvolgimento emozionale nelle diverse condizioni, il piacere che si prova ad essere accarezzati, deriva da alcuni neuroni che sono in grado di attivarsi nel preciso istante la pelle viene coccolata.

Questa è la scoperta a cui pervenuti gli scienziati dell’Università di San Francisco, in California. L’equipe è riuscita ad individuare i neuroni responsabili del piacevole sensazione che ci pervade quando veniamo accarezzati. La ricerca è stata condotta su alcuni moscerini che si cibano di frutta; proprio su questi piccoli insetti, gli studiosi hanno scoperto delle cellule particolari: i neuroni di classe III. Questi, hanno la specifica funzione di far collegare la percezione della carezza dalla cute al cervello. Oltre alla presenza di questi neuroni, è stata individuata anche la proteina NOMPC, il cui ruolo è quello di far percepire le carezze. La conferma di quanto intuito, è stata data da alcuni esperimenti, condotti su moscerini ai quali era stata tolta la proteina NOMPC. Questa proteina, che ha sede nelle terminazioni nervose, è indispensabile per associare le carezze ad un sentimento positivo.



Tutti passaggi che hanno caratterizzato questo studio, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Nature”.

Recentemente, una ricerca condotta dall’università di Goteborg è riuscita a dimostrare che si prova piacere anche soltanto quando osserviamo qualcuno che viene dolcemente accarezzato. Si tratta di un fenomeno molto particolare, grazie al quale il cervello stabilisce un rapporto empatico con l’altra persona. I ricercatori svedesi, sono arrivati a concludere che l’intelletto umano è portato a reagire anche osservando qualcuno che viene accarezzato; l’importante è il modo in cui avviene il gesto. Inoltre, la stessa reazione non avviene se è un oggetto ad essere toccato.

Lo studio, pubblicato sul “Journal of neuroscience”, è supportato anche dagli esiti della risonanza magnetica. Infatti, le aree cerebrali che si attivano quando si viene lievemente toccati sono le medesime di quando si osserva qualcuno che viene accarezzato. Inoltre, la ricerca ha confermato che sono più graditi i tocchi lenti e dolci.

Uomini ed animali quindi, sono stati programmati da madre natura per amare il contatto e le tenere carezze.

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