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Come fare la pizza “buona” fatta in casa

La pizza, un alimento universale che non conosce confini, buona in tutte le stagioni e in tutte le occasioni.

di Daniele Lisi

30 Marzo 2013





PizzaLa pizza, un alimento universale che non conosce confini, buona in tutte le stagioni e in tutte le occasioni. Comprarla il pizzeria è, ovviamente, una garanzia,  ma vuoi mettere lo sfizio di farla in casa per proprio conto senza ricorrere a quelle surgelate già belle e pronte da cuocere. Il problema è che bisogna saperla fare, così come non si ha mai a disposizione il forno adatto, in quanto quello che normalmente si ha in casa è per lo più a gas, o elettrico o misto.  Un forno del genere è certamente il meno indicato per la pizza che richiede rigorosamente un forno a legna, tuttavia è possibile ottenere dei risultati soddisfacenti, anche se non paragonabili a quelli ottenuti con un forno adatto.

Oltre al forno, la cosa più importante ella pizza è la pasta, che deve essere né troppo molle né troppo dura, pena una cattiva riuscita della pizza. Se troppo molle, vuol dire che vi è troppa acqua e poca farina e se troppo dura, l’esatto contrario. Dopo qualche tentativo, si riuscirà ad acquisire la manualità giusta, o meglio, il giusto occhio nel dosare gli ingredienti perché poi per impastare il tutto ci si servirà del robot da cucina o della macchina per la pasta, per chi ce l’ha. Ma vediamo nel dettaglio come preparare l’impasto, che è in tutti i casi il primo passo per ottenere una pizza di buona qualità.

Impasto pizzaPer preparare un impasto di 250 grammi, oltre ovviamente alla farina, serve un bicchiere d’acqua, per cui se si ha necessità di un impasto di 500 grammi, i bicchieri necessari saranno due,  e così di seguito. Naturalmente, sempre per l’impasto,  poi occorrerà del lievito e il sale, lievito che può essere fresco, e in questo caso va sciolto nel/nei bicchieri d’acqua occorrenti per l’impasto , o secco e in questo caso lo si può aggiungere così com’è, solo che servirà anche un cucchiaino da caffè di zucchero. Ovviamente il numero dei cucchiaini è legato al peso dell’impasto, per cui 1 ogni 250 grammi.



A questo punto, mettere nel robot o nella macchina della pasta la farina e aggiungere il bicchiere d’acqua (consideriamo un impasto da 250 grammi), poi aggiungere il lievito e sale quanto basta, modo di dire alquanto sibillino perché è sempre molto relativo. Iniziare a lavorare la pasta fin quando assumerà una  consistenza elastica, ovvero che si stacca facilmente dall’attrezzo utilizzato per impastare, senza tuttavia sfilacciarsi, dopo di che sarà necessario lasciarla crescere per il tempo necessario, anche tutta la giornata se occorre.

Una volta cresciuta, sarà necessario stendere la pasta, cosa da non fare con il mattarello altrimenti questa si  indurisce e  di conseguenza la pizza non risulterà essere soffice. Non per nulla, i pizzaioli professionisti, stendono la pasta con le mani, a volte facendo anche volare l’impasto, ma questa è un’altra storia, una cosa che è meglio non fare. Una volta stesa, stenderla nel ruoto o contenitore che dir si voglia , che deve essere stato precedentemente unto con olio di oliva e finirla di stendere sempre con le mani. Nel frattempo si Pizzasarà provveduto ad accendere il forno, senza la ventilazione,  mezz’ora prima di infornare la pizza.

Guarnire a piacere con salsa liquida o pelati, formaggio grattugiato,  mozzarella o fior di latte tagliato a dadini e una foglia di basilico, un filo d’olio di oliva ed ecco che la classica pizza napoletana, la Margherita per la precisione, è pronta per  essere infornata. Per   capire quando la pizza è cotta al punto giusto, tenere d’occhio il bordo, il così detto cornicione, che una volta che avrà assunto un bell’aspetto dorato, indicherà che la pizza  può essere sfornata. Ed ora il più è fatto, non resta che mangiarla.

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