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Le bibite gasate hanno provocato 180mila morti

Quasi 23 milioni gli italiani che hanno dichiarato di bere bevande gassate

di Vince

22 Marzo 2013





Bevande gassate sotto accusa negli Stati Uniti, dove hanno causato, nell’anno 2010, circa 180mila vittime da collegarsi in parte al consumo delle bevande e per un buona parte (circa 133mila)  al diabete, malattie cardiovascolari (44mila) e tumore (6mila). Lo rende noto l’American Heart Association’s Epidemiology and Prevention/ Nutrition, Physical Activity and Metabolism 2013 Scientific Sessions. Secondo gli artefici di questa ricerca, il rischio di morte deriva dall’enorme tendenza allo sviluppo di malattie come determinati tipi di cancro, patologie cardiovascolari, il diabete,  ed anche a seguito di obesità dovute all’eccesso di zuccheri.

I ricercatori hanno analizzato il consumo di bevande zuccherate, o dolcificate, nei vari continenti. Gli studiosi hanno quindi suddiviso questo consumo in base all’età e il sesso e, infine, valutato l’impatto sullo sviluppo di obesità e diabete e come queste patologie fossero poi correlate ai decessi. I dati raccolti hanno permesso di dividere in due il mondo: da un lato l’America Latina e i Caraibi dove vi era una prevalenza di morti per diabete; dall’altra l’Oriente e l’Eurasia dove vi era una prevalenza di morti per eventi cardiovascolari.



È il Messico la nazione con più consumo di bevande zuccherate, mentre il Giappone è quello con il consumo più basso in assoluto, mentre il consumo più basso in Giappone. Mentre per l’Italia, sempre secondo le sessioni presentate al meeting in corso a New Orleans, sarebbero quasi 23 milioni gli italiani che hanno dichiarato di bere bevande gassate. Ma la cosa grave e che ben 6,5 milioni hanno dichiarato di bere regolarmente bevande gassate.

In Italia l’allarme sul consumo di bibite è amplificato da un pericoloso abbandono dei principi base della dieta mediterranea che è universalmente conosciuta come importante nella prevenzione delle malattie e che ha fino ad ora garantito agli italiani una vita media di 79,4 anni per gli uomini e di 84,5 per le donne, tra le piu’ elevate al mondo. Nel corso del 2012 molti italiani – conclude la Coldiretti – hanno invece abbandonato i principi base della dieta mediterranea con un calo nei consumi familiari di pesce fresco (-3 per cento), vino (-3 per cento), ortofrutta (-2 per cento) e olio di oliva (-1 per cento) anche se hanno portato in tavola più pasta (+1 per cento), secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea.

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