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I cibi morbidi fanno ingrassare

I cigi morbidi richiedono una masticazione più rapida, e in alcuni casi addirittura assente, per cui si mangia di più e più in fretta.

di Daniele Lisi

18 Marzo 2013





Purea di patateI cibi morbidi fanno ingrassare più di quelli  più duri, che richiedono una masticazione più lenta e accurata. Lo dice una ricerca condotta presso  l’Università di Wageningen, in Olanda, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Appetite. Come scritto anche in un precedente articolo, il senso di sazietà si comincia ad avvertire dopo circa una ventina di minuti dall’inizio del pasto, e quindi al tempo è anche legata la quantità di cibo che si ingerisce. Più rapidamente si mangia, più si mangia e quindi maggiore sarà la quantità di calorie ingerite, con l’inevitabile perdita di controllo del giro vita e del peso corporeo. Quindi, ecco che un alimento che richiede un minor numero di atti masticatori, alla fine non fa altro che far ingrassare.

Il fatto è che i cibi morbidi, quelli che già solitamente appaiono più gustosi al solo guardarli, sono generalmente ingeriti a grandi bocconi e, quindi, si ingerisce una maggior quantità di calorie e in minor tempo di quando si mangia qualcosa che richiede una gran quantità di atti masticatori. Una lunga masticazione, oltre a allungare sensibilmente il tempo del pranzo, permette al senso di sazietà di farsi vivo prima, quando in sostanza si sono  assunte un numero limitato di calorie e di grassi. Questo, ovviamente, a tutto vantaggio della linea, ma non solo, perché anche i grassi assunti saranno in quantità inferiore e questo a tutto vantaggio del colesterolo e dei trigliceridi.

DietaQuindi, quando ci si accinge a fare una dieta, non necessariamente una dieta drastica o estrema, ma semplicemente quando si adatta la solita dieta alle esigenze del momento, e questo vale anche in condizioni normali, sarebbe opportuno tenere in considerazione anche la consistenza degli alimenti. Un piatto di fagioli, tanto per intenderci, che al pari degli altri legumi non è mai sconsigliato, viene ingerito molto rapidamente e questo fa si che se ne assuma anche più del necessario, perché non ci si sazia a dovere, si continua ad avvertire il senso di fame.



Stesso  discorso per il passato di verdure o altri alimenti che di solido hanno ben poco, se non le stoviglie usate in tavola, che in base a questa ricerca, sarebbero poco consigliati, in quanto, come detto in precedenza, se ne potrebbero assumere in quantità superiore al necessario, proprio perché poco sazianti. Quindi la scelta dovrebbe cadere su alimenti più consistenti, come la frutta e la verdura cruda, anche se quest’ultima è più facilmente causa di gonfiore intestinale dal momento che fermenta più facilmente, durante la digestione, rispetto alla verdura cotta.

Per lo stesso motivo, la pasta, rigorosamente al dente anche perché più digeribile, potrebbe invece rappresentare il solito piatto principale della dieta di tutti i giorni, come del resto accade nella dieta mediterranea, al pari del pane, della pizza, della carne, anche se questa in tutti i casi andrebbe assunta poche volte al mese, 4-6 volte al massimio, in quanto è uno dei principali fattori di rischio cancerogeno. Ma allora, cosa mangiare, verrebbe da chiedersi. Come al solito è necessario ricorrere al buon senso e usare una certa moderazione in tavola, in tutte le occasioni. Scartare a priori un alimento è sempre sbagliato, in quanto ciascuno apporta qualcosa di cui l’organismo ha bisogno per essere in buona salute.

Fare a meno dei Spaghetti al pomodorocarboidrati, per esempio è del tutto sconsigliato, con buona pace delle diete che li considerano assolutamente da evitare, alcune li bandiscono del tutto. Stesso discorso vale per i formaggi e per il latte e tutti i suoi derivati, in quanto è una delle principali fondi di calcio, indispensabile, al pari della vitamina D, per la mineralizzazione delle ossa. Sarà poi compito del buon senso di ciascuno scartare o limitare quelli grassi a favore di quelli più magri, ma eliminarli del tutto è decisamente fuori luogo. E questo vale per tutti gli alimenti.

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