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Ecco il peggior posto dove vivere

Fino al secolo scorso, solo il 14% della popolazione mondiale viveva nelle città, mentre oggi si arriva al 50% e, secondo le stime dell’Onu, si arriverà addirittura al 70% in pochi anni.

di Daniele Lisi

12 Marzo 2013





Il peggior posto in cui vivere è, manco a dirlo, la città, il regno dello smog e dei grandi palazzoni. Secondo diversi recenti studi condotti un po’ in tutti i Paesi del globo, a partire dall’università di Granada, passando dall’Ohio State University (negli Stati Uniti) e dall’Institute of Psychiatry di Londra (Gran Bretagna), per finire nuovamente in America all’Illinois University, la vita in città riserva brutte sorprese per la salute dei suoi abitanti. Diabete, problemi di vista, guai alla retina, schizofrenia, depressione, sindrome da iperattività e deficit d’attenzione sono le cose più normali che possono capitare, soprattutto ai  bambini che sono quelli maggiormente esposti a questa serie di problemi.

Le cause di tutti questi possibili accidenti sono molteplici, a partire dall’inquinamento e dallo smog che nelle grandi città, nelle metropoli in particolar modo, è quasi sempre presente e non c’è limitazione al traffico che tenga, visto che non sono solo le emissioni dei motori a combustione interna  i responsabili dei veleni che si respirano. Gli stessi mezzi pubblici, come del resto anche gli impianti di riscaldamento immettono nell’atmosfera una quantità notevoli di fumi, polveri sottili e tanti altri inquinanti che sono tra i  maggiori responsabili degli acciacchi appena citati.

Ma non solo, perché la scarsa esposizione alla luce è la responsabile di danni alla retina, condizione che nelle città densamente popolate in cui il sole viene spesso oscurato dai tanti casermoni che le trasformano in veri e propri alveari, è una condizione quasi normale. Basta farsi un giro nei così detti quartieri dormitorio, quelli in effetti in cui si trascorre la maggior parte del tempo, per notare l’assenza della luce solare, e se presente, lo è solo per pochissime ore della giornata e solo in alcune zone.



InquinamentoFino al secolo scorso, solo il 14% della popolazione mondiale viveva nelle città, mentre oggi si arriva al 50% e, secondo le stime dell’Onu, si arriverà addirittura al 70% e più nel giro di 40 anni. La vita in città sicuramente offre dei vantaggi, delle comodità che altrove sono assenti, ma poi si tratta veramente di fattori positivi? Avere il negozio per fare la spesa sotto casa, se da un lato è comodo, dall’altro costringe, in un certo senso, ad una vita sedentaria per la quale l’umo non è stato concepito.  Oggi, per muoversi con i mezzi di trasporto pubblici, si viaggia sotto terra, come le talpe, e se ci si ritrova ad avere la stazione della metro sotto casa e anche nelle immediate vicinanze del posto di lavoro, praticamente non si esce quasi mai all’aperto, non si vede mai la luce. Sarà pure comodo, ma non è una vita adatta all’uomo, anche se ci si è adattato.

Vivere in una piccola cittadina di provincia è tutta un’altra cosa. Innanzi tutto ci si conosce praticamente tutti e non ci si guarda con diffidenza, perché non si può mai sapere chi è possibile incontrare.  Il vivere sempre sulla difensiva, cercando di comportarsi sempre con estrema prudenza, cose tipiche della vita in città, è una delle principali cause della depressione e dello stress. I casi di schizofrenia sono il doppio in città rispetto a chi vive nei piccoli centri e la depressione ha una incidenza maggiore addirittura del 39%.

Non  a caso, in molte zone del Paese, si assiste ad una emigrazione al contrario, con le persone che rifanno la valigia, ovviamente non più quella Orto in ca,pagnalegata con lo spago degli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, e tornano a vivere in campagna, lontano dal traffico, dalla confusione, dall’inquinamento.  Se si ha poi la fortuna e la possibilità di trovare una confortevole casetta con un piccolo fazzoletto di terra, si potrà anche tornare a coltivare l’orticello di famiglia, con grande soddisfazione personale, vivendo all’aria aperta, potendo godere dell’aria salubre, dello spettacolo di un cielo stellato  come non è più tanto visibile in città a causa dell’inquinamento luminoso e con un risparmio considerevole, cosa da non sottovalutare in questo periodo.

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