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Stevia rebaudiana: 300 volte più dolce dello zucchero ma con zero calorie

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La notizia arriva direttamente dal Dipartimento di Scienze agrarie, Alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa, dove è stato effettuato lo studio di cui vi parlerò. Lo zucchero lo sappiamo ormai tutti non è salutare, sopratutto per chi deve seguire un regime alimentare povero di zuccheri, come ad ...

di Valeria Bonora

12 Marzo 2013





La notizia arriva direttamente dal Dipartimento di Scienze agrarie, Alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa, dove è stato effettuato lo studio di cui vi parlerò. Lo zucchero lo sappiamo ormai tutti non è salutare, sopratutto per chi deve seguire un regime alimentare povero di zuccheri, come ad esempio i diabetici, quindi questa collaborazione con il Laboratorio Utagri-Inn del Centro di Ricerche Enea della Casaccia potrebbe essere la soluzione per tutte le persone che non vogliono rinunciare allo zucchero.

Lo studio è basato sul metodo di estrazione e purificazione degli steviol glicosidi, partendo da foglie di stevia rebaudiana bertoni, l’unica di 150 specie di stevia ad avere queste caratteristiche dolcificanti.

Il primo studio di questa pianta risale ai primi anni ’90 da parte dei ricercatori dell’Università di Pisa, la stevia rebaudiana è originaria della valle del Rio Monday nel Nord-est del Paraguay ed è un grande dolcificante naturale grazie alla grande concentrazione di saccarosio nelle sue parti, ma la cosa sorprendente è che sia priva di calorie e ricca di proprietà benefiche, e dal 1° di gennaio 2012 i prodotti a base di Stevia sono commercializzabili e di libera vendita in tutta Europa ed anche in Italia.



La stevia andrebbe a sostituire tutti quei dolcificanti chimici che chi è a dieta voluta o forzata conosce molto bene, come ad esempio l’aspartame.

E a parlarne è Luciana Angelini, ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee dell’Università pisana: “Gli estratti di stevia rappresentano un’eccellente possibilità per migliorare la dieta di soggetti affetti da varie patologie quali obesità, diabete mellito, malattie cardio-vascolari e carie dentale, e sono un’alternativa naturale ai dolcificanti artificiali come l’aspartame o la saccarina, i cui effetti sulla salute hanno recentemente sollevato molte preoccupazioni.”

E prosegue dicendo che: “L’obiettivo è quello di ottenere un estratto per il settore alimentare, ma anche per quello farmaceutico, utilizzando tecnologie innovative in modo che possa essere impiegato anche per i prodotti biologici.”

Per ora si trova qualcosa in commercio di provenienza asiatica, ma qualità e efficacia non sempre sono affidabili.

Tecnicamente parlando le foglie contengono un insieme complesso di glicosidi diterpenici. Queste sostanze sono caratterizzate dalla presenza nella loro struttura di 3 molecole di glucosio. Dei 4 edulcoranti (stevioside, rebaudioside A, rebaudioside C, dulcoside A), che si trovano in concentrazioni maggiori nelle foglie, lo stevioside (3-10% del peso secco delle foglie) e il rebaudioside A (1-3%) hanno proprietà fisiche e sensoriali ben caratterizzate con un potere dolcificante rispettivamente di 110-270 e 180-400 volte superiore rispetto al saccarosio.

Le peculiarità di questi componenti sono prima di tutto il loro elevato potere dolcificante che in media è circa 300 volte quello del saccarosio ed in secondo luogo il fatto che sono completamente acalorici.

[Fonti agraria.org – wdonna.it]

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