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Malattia Sla: meno rischiosa con la dieta della verdura

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La sclerosi laterale amiotrofica, chiamata comunemente SLA, è una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso, che colpisce selettivamente i cosiddetti neuroni di moto “motoneuroni”, sia centrali a livello della corteccia cerebrale, sia periferici, a livello del tronco encefalico e del midollo spinale. Uno studio della Harvard ...

di Ilaria

30 Gennaio 2013





La sclerosi laterale amiotrofica, chiamata comunemente SLA, è una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso, che colpisce selettivamente i cosiddetti neuroni di moto “motoneuroni”, sia centrali a livello della corteccia cerebrale, sia periferici, a livello del tronco encefalico e del midollo spinale.

Uno studio della Harvard University di Boston condotto dall’italiano Alberto Ascherio e pubblicato sulla rivista Annals of Neurology rivela che una dieta “colorata riduce del 25% il rischio di Sla.



Ciò significa che cibarsi di verdure che contengono carotenoidi, ritarda e rallenta l’esordio della sclerosi laterale amiotrofica riducendo notevolmente il rischio di questa malattia.

La ricerca ha riguardato oltre un milione di individui a cui è stata controllata l’alimentazione, ed è emerso che chi adotta una dieta ricca di verdure contenenti carotenoidi ha un rischio ridotto di Sclerosi laterale amiotrofica. Nel corso dello studio si sono ammalati si sono ammalati circa 1000 individui, appunto quelli che non assumevano i protettivi antiossidanti presenti in molte verdure.

Ascherio, secondo fonti Ansa ribadisce come “Il risultato principale dello studio è che il consumo di cibi ricchi di carotenoidi, in particolare luteina e beta-carotene, è associato a un rischio ridotto di SLA. La luteina e il beta-carotene si trovano soprattutto in verdure di colore intenso, come gli spinaci, bietole, carote, etc. La riduzione del rischio osservata è del 25% confrontando i livelli più alti di consumo con quelli più bassi nella popolazione studiata”. Continua ancora a spiegare ”Si ipotizza che questa associazione possa essere spiegata dall’effetto antiossidante di questi carotenoidi – conclude. E’ importante però segnalare che questi sono risultati ancora preliminari, che devono essere confermati in studi ulteriori. Naturalmente, considerato che un consumo elevato di verdure (sino a 5-6 porzioni al giorno) è vantaggioso per altri aspetti della salute, tale consumo può essere raccomandato senza problema per la maggior parte delle persone”.

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