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Abbracci: hanno effetti benefici, ma in un asilo sono a pagamento

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Un abbraccio è un gesto volto ad esprimere affetto o amore che consiste nello stringere le braccia e le mani attorno al corpo di un’altra persona. Si tratta di una delle forme di effusione più diffuse fra gli umani, ma un asilo mette una tariffa sugli ...

di Ilaria

22 Gennaio 2013





Un abbraccio è un gesto volto ad esprimere affetto o amore che consiste nello stringere le braccia e le mani attorno al corpo di un’altra persona. Si tratta di una delle forme di effusione più diffuse fra gli umani, ma un asilo mette una tariffa sugli “abbracci” ai bambini da parte delle maestre



I genitori che vogliono che il proprio figlio venga coccolato devono “pagare”. Un asilo, oltre ai costi base, ha aggiunto un’altra voce di costo, quella supplementare per un servizio “aggiuntivo”, gli abbracci delle maestre ai bambini. I genitori in coro unanime hanno dato voce alle loro proteste, secondo loro non è giusto che vi sia un trattamento diversificato tra i piccoli, perché anche se piccoli potrebbero sentirsi differenti dai loro compagni e sviluppare sensi di inferiorità. Il servizio oltretutto è pubblicizzato dicendo che “gli abbracci sono importanti per mettere di buon umore i bambini, e aumentare la fiducia in sé stessi”.

I genitori dei bambini iscritti ad un asilo di Yangzhou, paese nell’est della Cina hanno ricevuto una comunicazione scritta che chiedeva il pagamento di una tariffa aggiuntiva di 80 yuan (circa 10 euro), se volevano che le maestre abbracciassero i loro figli, in particolare all’arrivo e all’uscita da scuola.

I genitori irritati che hanno chiesto spiegazioni in merito e hanno avuto reazioni di rabbia quanto i responsabili della scuola hanno spiegato che il loro era un esperimento per dimostrare gli effetti benefici degli abbracci sull’autostima, felicità e capacità di apprendimento dei bambini.

Alla fine sono intervenute le autorità scolastiche, che hanno richiamato la scuola imponendo l’interruzione del “servizio di abbracci”, e anche la restituzione del denaro alle famiglie che avevano pagato il servizio.

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