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Truffe nei parti cesarei

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il Ministero della Salute denuncia il caso delle possibili truffe dei parti cesarei. In Italia sono da record quasi mondiale: ben il 29,31% dei 482mila parti totali. I Nas stanno verificando 3.273 cartelle cliniche a campione di 78 strutture pubbliche e private e si è scoperto che non ...

di Ilaria

20 Gennaio 2013





Il Ministero della Salute denuncia il caso delle possibili truffe dei parti cesarei. In Italia sono da record quasi mondiale: ben il 29,31% dei 482mila parti totali. I Nas stanno verificando 3.273 cartelle cliniche a campione di 78 strutture pubbliche e private e si è scoperto che non c’è corrispondenza tra schede di dimissione e cartelle cliniche.

Le indagini finora hanno riguardato solo il 34% delle cartelle prese a campione tra varie regioni italiane e il dati acquisiti sono già inquietanti perché nel 43% dei casi le schede di dimissione non coincidono con le cartelle cliniche e addirittura in Sicilia, Calabria, Lazio e Lombardia in parecchi casi c’è la totale assenza di documentazione. Già con il 43% dei parti cesarei ingiustificati, si calcola uno spreco di denaro pubblico tra gli 80 e 85 milioni l’anno.



L’ Agenzia per i servizi sanitari (Agena) aveva notato come la posizione podalica del feto fosse il caso più associato al parto cesareo e ha fatto sorgere il sospetto, che questa diagnosi fosse opportunistica e non indicasse le reali condizioni cliniche. Davanti alla magistratura i reati ipotizzabili probabilmente andranno dalle lesioni personali gravi, alla truffa a carico del Servizio Sanitario Nazionale, fino al falso in atto pubblico.

Su questi comportamenti opportunistici, nella cui cartella clinica non era evidenziato nessun problema e si poteva procedere col parto naturale, è certo che si dovrà intervenire. Non solo perché il cesareo è un pericolo per la salute della mamma, ma come è ben noto dopo il primo cesareo, tutti gli altri parti per la gestante avvengono col bisturi, di conseguenza ulteriori pericoli per la salute e sprechi di denaro che si moltiplicano.

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