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Sigarette elettroniche: si indaga per commercio di prodotti pericolosi

Il pm Raffaele Guariniello apre un'inchiesta in seguito al sequestro di alcune ricariche per sigarette elettroniche. Il reato contestato è di vendita di prodotti pericolosi

di Raffaela

17 Gennaio 2013





Le sigarette elettroniche fanno male, si o no? Le posizioni sono disparate, il dibattito si accende tra i consumatori e coloro che sono contrari all’utilizzo di questi strumenti che si stanno diffondendo sempre più. Il tema circa la sicurezza, in termini di salute, delle sigarette elettroniche si riapre in seguito all’intenzione del pm Raffaele Guariniello di aprire un’inchiesta contestando la vendita di prodotti pericolosi.

Tutto nasce dal sequestro di alcune confezioni contenenti ricariche per sigarette elettroniche, destinate alle edicole, sulle quali non vi era alcuna dicitura che rendesse consapevoli i consumatori dei pericoli per la salute derivanti dall’uso delle sigarette in questione.



Il pm ha tenuto anche conto del parere dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che non esclude rischi per la salute. L’Iss considera tre categorie di facenti uso di sigarette elettroniche: i fumatori moderati (5 utilizzi al giorno con 15 aspirazioni), fumatori medi (10 utilizzi giornalieri), fumatori forti (20 utilizzi giornalieri).

In tutti i casi, le concentrazioni di nicotina assunte ogni giorno, sono superiori ai livelli accettabili definiti dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Livelli che sono pari a 0,0008 mg/kg. In particolare, poi, secondo l’Iss: “

Le sigarette elettroniche con nicotina, presentano potenziali livelli di assunzione di nicotina per i quali non è possibile escludere rischi per la salute, in particolare per i giovani. Si ritiene che tali effetti dannosi vadano comunicati ai consumatori con apposita dicitura sulle confezioni”.

Proprio la mancanza di tale dicitura ha fatto scattare l’inchiesta. Inoltre, le ditte che non presentano avvertimenti sulle confezioni sono tantissime, ed il pm Raffaele Guariniello sembra voler contestare il reato di violazione del codice del commercio  ad ogni sequestro.

E mentre in Italia ci si divide sull’essere favorevoli e contrari all’uso delle sigarette elettroniche, potrà interessare che il loro uso è vietato in molti paesi come Canada, Norvegia, Australia, Brasile, Cina. In altri, questi dispositivi sono maggiormente regolamentati. Negli Stati Uniti, ad esempio, svengono considerati come prodotti farmaceutici.

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