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Le 10 regole per la felicità

La felicità è, innanzi tutto, accontentarsi di quello che si è e di ciò che si ha, senza vivere di aspettative eccessive.

di Daniele Lisi

09 Gennaio 2013





FelicitaLe dieci regole della felicità, il modo per cercare di gustare tutti i momenti della propria esistenza, senza trovare sempre qualche cosa che non va, quindi sena cercare sempre il pelo nell’uovo,  come suol dirsi. La felicità è, innanzi tutto, accontentarsi di quello che si è e di ciò che si ha, perché il modo più semplice per essere infelici è proprio il piangersi addosso, il lamentarsi continuamente di ciò che  la vita riserva ci riserva. A dare tristezza già ci pensano le cose brutte della vita, la perdita di una persona cara, le difficoltà contingenti dovute alla perdita del lavoro o altri eventi del genere, per cui  vedere tutto nero anche quando invece ciò che ci circonda è grigio, è una cosa che bisogna evitare con cura.

Saper godere per una bella giornata di sole, per una passeggiata  sia da soli o in compagnia dell’amico a quattro zampe, sapersi godere un bel gelato  una tazza di caffè, sono tante piccole cose che rendono la vita migliore di quella che è in realtà. E’ bene tener sempre presente che la vita è una sola, è quella che ci è stata data in sorte, quella che ci tocca vivere, per cui avere delle eccessive aspettative, anche se è una cosa del tutto normale, potrebbe essere motivo di grandi delusioni, tristezza e depressione.

Bisogna sapersi accontentare di ciò che ci passa il convento,  come si suol dire, e imparare a vedere gli aspetti positivi in tutte le cose che ci circondano e in tutto ciò che ci capita, o quasi. Quindi, se si vuole stilare una sorta di Sorrisodecalogo della felicità si potrebbe cominciare con il mettere al primo posto la capacità di  gioire delle piccole cose belle che capitano durante la giornata, come incontrare un amico o una persona cara.
Saper godere, a volte anche oltre misura, di piccole azioni quotidiane come un bel tramonto, un bel paesaggio, o anche solo un buon pranzo.



L’autostima è un altro modo per essere felici, ma un’autostima consapevole, moderata, che ci consenta di riconoscere a se stessi i propri successi quotidiani, quali che siano, di autocelebrarsi in un certo senso.
Se si è felici per qualcosa, condividere la propria felicità con chi ci è vicino, con chi condivide la nostra giornata o la nostra vita.
Non avere fretta, soprattutto nei momenti felici e nelle attività quotidiane che ci danno soddisfazione. La fretta, oltre ad essere cattiva consigliera, fa terminare questi momenti felici prima del dovuto.

Cercare sempre nuove opportunità per  realizzare qualche cosa che ci renda felici o soddisfatti in modo che, una volta  passato il momento magico, resterà comunque il ricordo con cui convivere anche negli anni che verranno, ricordo che ci sarà di conforto nei momenti difficili della vita.
Consolidare i legami che ci uniscono alle persone care, sia i familiari che gli amici, perché è condividendo con loro i momenti belli della nostra vita che potremo godere di una maggiore soddisfazione, è con loro che saremo maggiormente felici.

In tutti i casi la cosa principale è essere felici anche per il solo fatto di esserci, felicità a tavoladi esistere, di vivere quel momento, quale che sia, perché la vita è un evento irripetibile per ciascuno di noi, a meno che non si creda nella reincarnazione, ma questa è un’altra storia.
Quindi, in definitiva,  e forse è una ripetizione di quanto detto in precedenza, o meglio, una sintesi di quanto già detto, ciò che più di ogni altra cosa è in grado di darci la felicità è il sapersi accontentare di ciò che si è e di quanto si ha, anche se è poco, perché vivere solo di aspettative o di rimpianti è il peggior modo di vivere che ci possa essere.

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