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Il bambino che visse due volte

E' la storia di un bambino scozzese, Cameron Macaulay, che sembra essere il protagonista di un caso di reincarnazione.

di Daniele Lisi

05 Gennaio 2013





CameronIl bambino che visse due volte, sembra il titolo di un fìlm, invece è una storia che ha dell’incredibile,  una storia che parla di reincarnazione, di ricordi  della vita precedente, insomma una storia  decisamente affascinante, difficile da comprendere.  E’ la storia di un bambino scozzese, Cameron Macaulay,  che sembra essere il protagonista di un caso di reincarnazione. Se per la religione cattolica, o meglio,  per i cristiani la reincarnazione non è possibile, è una vera e propria eresia, per altre religioni il ritorno a nuova vita dopo la morte è invece una cosa naturale, anzi di più, è una assoluta certezza.

E’ quello che crede anche la mamma Norma che racconta di come Cameron, già all’età di tre anni, quindi ad una età in cui molto difficilmente avrebbe potuto inventare cose di sana pianta che poi si sono rivelate esatte,  raccontava di storie da lui vissute con i suoi compagi di giochi di Barra, un’isola che si trova a 300 chilometri di distanza, di un libro che gli leggeva sua madre dai lunghi capelli castani e di come suo padre, un certo Shane Robertson, fosse morto investito sulle strisce pedonali. Questi racconti, ricchi di particolari, erano sconvolgenti per la madre che non sapeva cosa pensare.

Con il passar del tempo era poi come si i ricordi di una vita che fu si facessero ancor più vividi tanto che Cameron cominciava a lamentarsi del fatto di vivere in una casa con solo un bagno mentre  nella sua vecchia casa bianca di bagni ve ne erano tre. A sei anni, il giorno del suo compleanno, Cameron è triste e piange perché gli mancano i suoi vecchi genitori, la vecchia casa e la cosa diventa per mamma Norma ancor più sconvolgente fin quando viene a sapere che una casa  di produzione cinematografica e a caccia di storie interessanti fuori dal comune.



ReincarnazioneE’ l’occasione per cercare di far luce sulla vicenda, una volta per tutte, si dice mamma Norma e, fattasi coraggio, si reca a Barra con Cameron, tanto di telecamera e in compagnia di Jim Tucker, un esperto in reincarnazioni e direttore della clinica di psichiatria infantile alla Virginia University.  Qui accade il colpo di scena, si potrebbe dire, perché dopo alcuni giorni di ricerca è stata finalmente trovata la fantomatica casa bianca sul mare, con i tre bagni ovviamente, casa che è stata subito riconosciuta da Cameron che, felice come non mai, trova anche una entrata segreta di cui aveva più volte parlato a mamma Norma in uno dei suoi tanti racconti della vita precedente.

A questo punto, non restava che trovare i vecchi abitanti della casa, che pare completamente disabitata, o almeno loro notizie, ma di Shane Robertson non si trovano tracce, nemmeno all’anagrafe. Era esistito un solo Robertson che aveva vissuto per qualche tempo in quella famosa casa sul mare, ma che poi si era trasferito  a Stirling.
Le ricerche del passato di Cameron finiscono qui, almeno per il momento, tuttavia sulla straordinaria vicenda di Cameron e delle sue famiglie, è stato realizzato un interessante documentario andato in onda in televisione in prima serata. Ora, anche se per il momento la storia sembra non avere un seguito, resta  tuttavia una vicenda straordinaria che comunque suscita l’interesse e la La casa biancameraviglia di studiosi e psichiatri.

Lo stesso dott. Jim Tucker, tornato negli Stati Uniti con un bagaglio di informazioni straordinarie su cui poter continuare i suoi studi, cerca di dare una spiegazione che, a dire il vero, di scientifico ha ben poco. Vista la straordinarietà della vicenda, si tratta di ipotesi,  supposizioni che tuttavia potrebbero anche avere un fondo di verità. Secondo Tucker, il fatto di aver vissuto la morte del padre in maniera così traumatica, ha fatto si che questi ricordi sono sopravvissuti alla morte.

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