La diarrea del viaggiatore: le fondamentali norme igieniche di prevenzione

La diarrea del viaggiatore è solitamente causata dal consumo di acqua o di alimenti contaminati e colpisce di solito una significativa percentuale delle persone che si recano in Paesi con condizioni igienico-sanitarie sostanzialmente  inferiori a quelle del Paese di provenienza, tra il 20 e il 50%. Il rischio di contrarre questo ...

di Daniele Lisi

05 Gennaio 2011

diarreaLa diarrea del viaggiatore è solitamente causata dal consumo di acqua o di alimenti contaminati e colpisce di solito una significativa percentuale delle persone che si recano in Paesi con condizioni igienico-sanitarie sostanzialmente  inferiori a quelle del Paese di provenienza, tra il 20 e il 50%.
Il rischio di contrarre questo disturbo è direttamente proporzionale al livello igienico del Paese ospitante e quindi nel mondi si distinguono tre livelli di rischio.

Area ad alto rischio che comprende America Latina, la maggior parte dell’Asia, Africa settentrionale, occidentale e orientale.
Area a rischio moderato che comprende Europa mediterranea, paesi del Medio Oriente Cina, paesi dell’ex Unione Sovietica, Sud Africa.
Area a basso rischio che comprende il resto d’Europa, Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone.
Sono esposti a rischio contagio tutti i viaggiatori che si spostano quotidianamente nel Globo per turismo o per lavoro e, come detto, il livello di rischio varia a seconda della destinazione,  del periodo e della caratteristica del viaggio.

Le cause non sono solo di origine igienico-sanitarie, ma sono legate anche al cambiamento di abitudini di vita, seppur limitate ad un ridotto numero di giorni, alle attenzioni che si pongono nel seguire le norme igieniche, ai

diarrea area

Aree maggiormente a rischio

comportamenti appropriati alla destinazione, all’età,  alle diverse condizioni climatiche e ambientali. Un clima umido e tropicale favorisce la patologia.
Vari sono gli agenti patogeni responsabili della patologia. Virus, batteri, protozoi e miceti sono i nemici dai quali bisogna guardarsi con attenzione.
Tra i batteri quelli che si incontrano con maggior  frequenza sono gli Escherichia coli, le Shigelle, le Salmonelle, il Campylobacter jejunie il banalissimo Escherichia coli non enterotossico, ospite abituale del nostro intestino.

Tra i virus ricordiamo i Rotavirus, gli Enterovirus e i virus Norwalk. Tra i parassiti, infine, vanno menzionati i Giardia lamblia, l’Entamoeba hystolitica e i Cryptosporidium.
Il contagio avviene di solito per via fecale-orale e, in special  modo, attraverso l’assunzione di acqua o alimenti contaminati. Altro veicolo di contagio può essere la balneazione in acque dolci dove prolificano maggiormente molte specie di agenti patogeni.
Il contagio diretto, attraverso il contatto con mani sporche è possibile ma improbabile. Va da se che è necessari porre molta attenzione a questo tipo di contatti in quanto un diniego potrebbe essere scambiato per mancanza di rispetto, quasi un’offesa, che potrebbe portare a conseguenze sgradevoli. Quindi, se si hanno avuti contatti del genere, evitare di toccare cibi e bevande o di portarsi le mani al viso prima di essersele lavate.

Il miglio modo di affrontare il problema è, come sempre, la prevenzione. Oltre a  fare ricorso al vaccini esistenti per ottenere una copertura contro alcuni degli agenti patogeni citati, la strada maestra è una rigida e quasi maniacale applicazione di alcune elementari norme igieniche.

salmonelle

La Salmonella, uno dei principali agenti patogeni

L’assunzione preventiva di antibiotici è assolutamente da scartare in quanto l’unico effetto che si potrebbe ottenere è quello di andare incontro a rischi per la salute e a contribuire a selezionare ceppi batterici resistenti.
Cercare quindi di mantenere il più possibile i ritmi e il tipo di alimentazione che solitamente si segua a casa propria.  Viaggiare significa anche conoscere la cultura, le tradizioni e le usanze, anche alimentari, delle regioni delle popolazioni indigene, e quindi assaggiare i prodotti locali è quasi d’obbligo, così come è d’obbligo porvi molta attenzione e cercare di evitare ciò che potrebbe creare problemi.

Importante è la disinfezione dell’acqua da bere o di quella usata per il lavaggio delle verdure e della frutta. Se possibile è sempre meglio fare ricorso ad acqua imbottigliata di note marche occidentali e, in mancanza, procedere alla bollitura per almeno 3 minuti e fare ricorso a prodotti per la disinfezione già pronti in commercio, dei quali è meglio avere una scorta.
La disinfezione la si può ottenere anche con prodotti a base di cloro e con la tintura di iodio, nella misura di 32 gocce al 2% per litro di acqua. La tintura di iodio, a scopo di disinfezione, va utilizzata con cautela da parte di persone con problemi tiroidei.

acqua minerale

Bere acqua imbottigliata

Quando si va in un Paese tra quelli che vengono considerati ad alto ea medio rischio, è di fondamentale importanza  attenersi a delle regole comportamentali ben precise che cominciano già prima di mettersi in viaggio.
Assicurarsi innanzi tutto di essere idonei al viaggio che si vuole intraprendere. Sarebbe infatti sconsigliabile mettersi in viaggio nelle 6 settimane successive a un intervento chirurgico importante, nel primo o terzo mese di gravidanza, nel caso di malattia cronica instabile quali aritmia, ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari. Questo perché spesso l’assistenza sanitaria in alcuni Paesi di fascia a rischio è di livello nettamente inferiore a quello al quale siamo abituati.

Ricordarsi, quindi, di portare con se la giusta scorta di medicinali che si assumono regolarmente in quanto potrebbe essere problematico reperirli in loco e, oltre a quelli, antibiotici a largo spettro e antidolorifici.
Verificare sul sito viaggiaresicuri.it se per la località scelta sussistono limitazioni o particolari avvisi di cautela. Verificare se sono necessarie delle vaccinazioni specifiche e, se del caso, provvedere almeno un mese prima della partenza.
Evitare i cibi crudi e i buffet freddi e le creme a base di uova o latte che potrebbe non essere pastorizzato e quindi va assolutamente evitato. Indirizzare la propria preferenza a carne e pesce purchè sicuramente ben

carne cruda

Non consumare carne cruda

cotti e ancora caldi. Se cotti parzialmente o conservati parecchie ore a temperatura ambiente, costituiscono una delle principali fonti di infezioni alimentari. I gelati sono da evitare in quanto, come già detto, potrebbero essere stati confezionati con latte non pastorizzato o con uova non fresche o, peggio, contaminate.

Bere solo acqua confezionata, se possibile, altrimenti provvedere alla disinfezione come detto prima. Per questo motivo evitare assolutamente il ghiaccio.
Altro pericolo è rappresentato dalla malaria e quindi è indispensabile proteggersi dalle zanzare con repellenti cutanei o con l’uso di farmaci antimalarici che vanno assunti prima della partenza, una settimana almeno, durante il viaggio e anche al ritorno.

Porre molta attenzione nell’utilizzare i servizi igienici pubblici e curare la propria igiene personale più del dovuto,  lavarsi le mani accuratamente con acqua e sapone prima di ogni pasto.
Non camminare a piedi nudi, nemmeno sulla spiaggia.
Ma se, nonostante una corretta prevenzione, la patologia dovesse presentarsi, nessuna paura, ricordiamoci che si tratta di una condizione morbosa, seppure fastidiosa, di lieve entità e che nel giro di qualche giorno tenderà a scomparire spontaneamente.

Il periodo di incubazione e la contagiosità della diarrea del viaggiatore sono direttamente dipendenti dalla natura dell’agente eziologico; solitamente, però, il periodo di incubazione varia da qualche ora a pochi giorni.
Nel caso dovessero presentarsi dei sintomi più seri come una diarrea profusa, dolori addominali accompagnati da febbre e dispepsia, è consigliabile consultare un medico per sottoporsi alla giusta terapia.

servizi igienici

Fare molta attenzione ai servizi igienici pubblici

Di regola, la gestione delle forme lievi si limita alla ricostruzione del patrimonio idro-salino perduto con le scariche diarroiche mediante l’assunzione di semplice acqua o soluzioni saline già pronte e al mantenimento di un corretto regime alimentare.
Il regime alimentare appropriato, in questi casi, deve escludere l’assunzione di latte e latticini in genere, così come i cibi grassi e piccanti. Rivolgersi quindi a riso, pasta, patate, banane, carni bollite, in quantità moderata.  Le verdure andrebbero reintrodotte quando la diarrea comincia a migliorare.

Per le forme lievi della patologia, una reidratazione unita ad una dieta appropriata è più che sufficiente. Nei casi più seri, invece, sarà necessario fare ricorso ad una corretta cura farmacologica, sempre dietro prescrizione medica.
Quindi, come al solito, porre molta attenzione a tutte quelle che sono le norme di igiene e comportamento preventive che sono in grado, da sole, di ridurre sensibilmente il rischio di contrarre la patologia.
Un viaggio,  anche se solo di lavoro, il più delle volte è una formidabile scoperta, un arricchimento personale che non ha eguali. Facciamo in modo che non si trasformi in una brutta avventura.



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