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Fare sport con un amico fa dimagrire di più

Il segreto di questo è l’emulazione, anche se solo di una immagine virtuale e non di una presenza fisica.

di Daniele Lisi

14 Dicembre 2012





Correre in dueFare sport con un amico fa dimagrire di più, è scientificamente provato. Si è giunti a questa conclusione grazie ad una ricerca condotta dai ricercatori della Kansas State University, che hanno potuto costatare che fare attività fisica, quale che sia, in compagnia di un amico,  fa crescere l’intensità  e la durata dell’esercizio stesso del 200%. Fin qui nulla di strano, si potrebbe dire,  perché è una cosa che è possibile constatare se si va a fare un po’ di jogging anche da soli. Infatti, se correndo correndo si incontra qualche altra persona che fa la stressa strada e pratica anche lui jogging, viene quasi naturale cercare di mantenere il suo passo, anche se questo è più veloce, anche solo per cercare di dimostrare di essere alla sua altezza. L’impegno è sicuramente maggiore, è in definitiva quello che ha dimostrato la ricerca, è una verità che sul campo tutti hanno, in un modo o nell’altro, già constatato da tempo.

Ora c’è l’investutura ufficiale, si potrebbe dire, ma la cosa non finisce qui. Infatti, lo stesso vale se il competitore, ovvero il compago di allenamento, è un compagno virtuale, e la ricerca ha dimostrato anche questo. Nello studio sono state coinvolte  alcune donne volontarie che erano solite fare attività fisica in solitaria, ed è stato chiesto loro di fare lo stesso anche in compagnia di un amico virtuale.
In una prima fase, queste volontarie hanno fatto attività fisica da sole utilizzando una cyclette,  per dieci minuti al giorno e per alcune settimane. Nella seconda fase della ricerca, alle donne è stato chiesto di fare sempre lo stesso esercizio, ma in compagnia di un’altra  persona che però si trovava in una stanza attigua, la cui immagine però era mostrata alle volontarie su di uno schermo.



DimagrireLa cosa curiosa è stata che le donne in questione si sono comportate come se la persona che praticava lo stesso esercizio fosse effettivamente presente in carne e ossa, per cui è aumentata significativamente l’intensità dell’esercizio stesso, tanto che l’esercizio è stato anche di una decina di minuti più lungo.
Il segreto di questo è l’emulazione, anche se solo di una immagine virtuale e non di una presenza fisica, perché in tutti, più o meno, scatta il desiderio di dimostrarsi all’altezza del compagno di allenamento. Si potrebbe dire che, in definitiva, un normale esercizio che in solitaria si pratica con tutta calma senza strafare, in compagnia diventa inconsciamente una vera e propria competizione, nella quale nessuno vuole rimanere indietro, per cui l’esercizio diventa molto più performante e gli effetti positivi sul peso corporeo non tarderanno a farsi vedere.

Del resto, è la vita che è così. In tutti i campi, in casa, come sul lavoro, o semplicemente per la strada, l’istinto della competizione prende il sopravvento su tutto, come prima cosa sul buon senso, e poi anche sull’amicizia, sul fatto di essere padri e figli, e così via. E’ uno dei ,motivi per cui, se due automobilisti sono fermi al semaforo affiancati, se si ignorano, non vi sono problemi,  ma se solo per puro caso i loro sguardi si sono incrociati per qualche istante, ecco scattare la molla della competizione, ed ecco quindi le sgommate con ciascuno che cerca di prevalere sull’altro.
Correre in due
Stessa cosa sul lavoro, tra due venditori di una stessa azienda. Inevitabilmente, pur essendo semmai legati da un rapporto di amicizia oltre che di colleganza, per dirla alla Vittorio De Sica, sul lavoro ciascuno cerca di prevalere sull’altro, anche a costo di comportamenti non proprio cristallini, dimenticandosi completamente del legame che si ha al di fuori dell’ambito lavorativo.
Quindi, per ottenere dei maggiori vantaggi dall’attività fisica, sarebbe più interessante praticarla in compagnia di qualche amico, o anche solo dell’altro signore che fa lo stesso percorso, più o meno alla stessa ora.

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