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Rinoplastica globale: il metodo Gottarelli

La Mit di Paolo Gottarelli è una tecnica microchirurgica rivoluzionaria che, senza dolore e tamponi nasali, ripristina la respirazione.

di Valeria Bonora

09 Gennaio 2013





Si parla spesso di rinoplastica. Sono tante le persone che vorrebbero una ritoccatina al naso, altre che invece hanno problemi di respirazione e vorrebbero risolvere il loro problema: insomma, una pratica conosciuta, anche se non tutti sono a conoscenza dei dolori post intervento. Non tutti, infatti, sanno dell’utilizzo dei tamponi endonasali che vengono posizionati all’interno delle cavità nasali, e che normalmente vengono rimossi, non senza dolore, dopo 24-48 ore dall’intervento.

Ma la soluzione per ottenere un intervento senza dolore e senza l’utilizzo dei fastidiosi tamponi arriva dal professor Paolo Gottarelli, chirurgo plastico a Bologna, che da oltre trent’anni si dedica alla chirurgia nasale. Il Professor Gottarelli ha infatti ideato una metodica, la rinoplastica globale, che risolve i problemi connessi a una cattiva funzionalità nasale. Analizzando queste problematiche con un approccio a 360°, rispettando la forma e la funzionalità del naso, esegue interventi di microchirurgia che integrano tre tecniche, tra cui la turbinoplastica inferiore modificata (Mit) ideata da Gottarelli stesso (metodo Gottarelli).  La tecnica cura i pazienti affetti da ipertrofie dei turbinati, una problematica in grado di provocare varie patologie delle vie respiratorie e gravi complicanze. La MIT, un intervento di microchirurgia di sole sette mosse in sette minuti per parte, non utilizza le tecniche a caldo (laser, radiofrequenze, elettrobisturi) che portano sempre alla comparsa di recidive.

La rinoplastica globale, di cui la Mit fa parte, non si basa solo sull’estetica o solo sulla funzionalità, ma su entrambi gli aspetti.

I vari passaggi partono proprio dalla diagnosi che deve assolutamente essere basata sulla funzionalità e sull’estetica. Per questo viene consigliata ai pazienti l’esecuzione di una TAC (tomografia assiale) che permette di valutare tutte le informazioni ricevute, sia del setto nasale che dei seni paranasali per valutare la presenza di polipi, sinusiti o deviazioni. Il secondo passaggio diagnostico riguarda l’analisi morfologica della piramide nasale sotto il duplice profilo delle alterazioni anatomiche rispetto alla normalità, e anche dei desideri di eventuali cambiamenti estetici che il paziente può desiderare.Sotto questo profilo il metodo che per primo creai nel 1991 e che presentai in anteprima in Aula Magna dell’Università di Perugia al Congresso Italiano della Società di Chirurgia Plastica tenutosi sempre a Perugia nel 1996, è quella di rapportarmi con il paziente davanti al monitor del computer, visualizzando gradualmente le modifiche richieste e saggiando quindi immediatamente le sensazioni e le risposte emotive dell’interessato” spiega Gottarelli.



Guardando i risultati in 3D della rinoplastica che il paziente sta per affrontare, si riesce a valutare meglio il quadro globale ma, continua Gottarelli, “ho un 90% di persone che si dichiarano più soddisfatte del risultato reale postoperatorio rispetto a quello virtuale simulato al computer. Questo apparente miracolo, che miracolo non è, avviene per due motivi: il primo è che utilizzo il programma di fotoritocco non al 100% delle sue possibilità, ma cercando di mantenere un margine operativo, mentre il secondo è dato dall’enorme forza della rinoplastica globale.”

C’è sempre da ricordare che la rinoplastica estetica dev’essere valutata dopo che si è valutato l’aspetto funzionale, perché se si hanno problemi respiratori e si vuole rimpicciolire il naso, questi problemi potrebbero venire accentuati, con una conseguente riduzione funzionale. Quindi anche in questo il Professor Gottarelli riesce a valutare e proporre soluzioni che trattino il problema sotto ogni aspetto, sia funzionale che estetico: il risultato finale dovrà comunque essere il più naturale possibile, e che non mostri segni dell’ intervento. Il metodo di intervento senza dolore consiste nella sutura dei turbinati ipertrofici. In questo modo le ferite, essendo ricucite, non sanguinino. Ecco perché non è necessario usare i tamponi. L’intervento di rinoplastica dura in media tra i 60 e 90 minuti, con un ricovero di 24 ore e un post operatorio di tre giorni. Si dovrà comunque portare uno splint di plastica e dei cerottini per i sette giorni successivi all’intervento.

L’azzeramento del dolore invece è dato dal fatto che le ossa del setto nasale, invece di essere rotte, vengono indebolite. Tecnicamente si chiama frattura a legno-verde, che permette di modificare gradualmente le ossa senza dolore, e con maggiore stabilità.

Il professor Paolo Gottarelli ha pubblicato anche un libro, tradotto in varie lingue, La Turbinoplastica Inferiore Modificata, che spiega proprio questa rivoluzione in campo chirurgico: “la forza della rinoplastica globale consiste proprio nell’attenzione meticolosa dedicata ad ognuna delle quaranta fasi intraoperatorie in cui è stata ‘smontata’ e analizzata nel dettaglio per migliorarla. E’ lo stesso principio che regola la costruzione degli aeroplani e della auto di Formula 1: anche se sofisticati, lo devono essere ogni giorno di più”.

Un’altra novità nella chirurgia del professor Gottarelli è l’occhio elettronico in sala, una telecamera che filma ogni intervento con l’obiettivo di una doppia tutela, sia per il paziente che per il medico.

Paolo Gottarelli, biografia Il Professor Paolo Gottarelli nasce a Bologna il 13 Settembre del 1952. Dopo essersi laureato in Medicina e Chirurgia con Lode presso l’Università degli Studi di Bologna, ha conseguito numerose specializzazioni:

  • Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva presso l’Università degli Studi di Padova
  • Specialista in Odontostomatologia presso l’Università degli Studi di Bologna
  • Diploma di perfezionamento Post-Universitario, in Chirurgia Plastica Estetica presso l’Università degli Studi di Pavia
  • Diploma di perfezionamento Post-Universitario, in Chirurgia della Piramide Nasale presso l’Università di Siena
  • Diploma di perfezionamento Post-Universitario, in Biomateriali presso l’Università di Bologna.

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