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Fame nervosa, cos’è e come si combatte

Esiste una stratta relazione tra stati emotivi e alimentazione, o meglio, cibo ed emozioni, e questo è stato da tempo ampiamente provato.

di Daniele Lisi

19 Novembre 2012





Fame nervosaLa fame nervosa è quella particolare situazione in cui le persone associano, senza rendersene conto, l’assunzione di cibo ad un particolare stato emozionale,  quale esso sia.  Questa condizione non è necessariamente legata ad una caratteristica delle persone con qualche chilo di troppo o con troppi chili oltre il peso forma, ma può essere una costante  comune a vari stili alimentari. Diverse sono infatti le motivazioni che spingono all’assunzione del cibo in un momento diverso da quelli che sono tradizionalmente i momenti dell’alimentazione, quindi colazione, pranzo, cena e i due spuntini.

Esiste una stratta relazione tra stati emotivi e alimentazione, o meglio, tra cibo e emozioni, e questo è stato da tempo ampiamente provato, e quindi non vi è alcun  rapporto tra fame nervosa e problemi psicologici. I motivi sono altri, per lo più legati allo stato emozionale determinato da un avvenimento qualunque, dal più banale e piacevole, al più difficile da affrontare. Le emozioni  scatenanti, diciamo così, della fame nervosa sono per lo più la tristezza, la solitudine, la noia, la rabbia, l’ansia e per ultima la gioia che si esplicita il più delle volte nella convivialità.

In sostanza  alcuni soggetti, in occasione di pranzi e cene in compagnia, per lo più durante qualche ricorrenza, mangiano molto più del normale, ma si sa, questa è una condizione abbastanza comune, legata al fatto che, come detto anche in qualche altra occasione, mangiare e gioia, e quale miglior momento se non una  allegra cena tra amici o in famiglia  in occasione di una festività o di una ricorrenza.
Fame emozionaleIn contrapposizione alla gioia, vi è la tristezza, e questa è una molla che spinge molte persone a cercare nel cibo una sorta di conforto. In sostanza la tristezza è quasi sempre una sensazione profonda legata a qualche fatto spiacevole o doloroso e si tende a cercare nel cibo quel conforto che non si riesce a trovare in altro modo, ed infatti molti riescono a mitigare la tristezza mangiando.



La solitudine è un’altra molla che fa scattare la ricerca quasi affannosa del cibo. Si è soli, non si ha cosa fare, si avverte un senso di vuoto in se stessi e intorno a sé, vuoto che il cibo riesce a colmare perché lo si avverte come un amico, qualcuno che alla fine non ti tradisce mai, anche se in effetti gli eccessi alimentari sono i responsabili di un gran numero di problemi di salute, ma non è questo in caso.
L’ansia, un’altra nemica con la quale è difficile convivere. L’ansia per qualcosa di poco piacevole che deve accadere, o per un esame o per altro ancora. Anche in questo caso si trova nel cibo un amico in grado di calmare lo stato di agitazione, una sorta di ciucciotto che ti rimette in pace con il mondo, un po’ come avviene con i bambini.

La noia, è un po’ come la solitudine, non si ha niente da fare e non si trova nulla di meglio per occupare il tempo se non mangiare qualcosa. Infine la rabbia, un altro sentimento che è difficile tenere a bada e che in molti riescono a controllare solo mangiando qualcosa.
Sono tutte situazioni alle quali, pensandoci bene, è possibile trovare una soluzione che tenga sotto controllo la fame nervosa.

Fame da stressLa noia, per esempio, può essere contrastata anche trovandosi qualcosa da fare diverso dal magiare, come uscire per fare una passeggiata, leggere un libro perché, contrariamente a quanto accade quando si guarda la televisione, la lettura tiene più occupata la mente, mentre sprofondati in poltrona davanti alla TV, uno spuntino è proprio l’amico ideale con cui condividere lo spettacolo.
La tristezza, una delle altre condizioni scatenanti, può essere tenuta a bada, per esempio, con l’esercizio fisico. Una bella  camminata a passo svelto in un luogo piacevole, oltre a far bene alla salute, migliora l’umore e contribuisce a mitigare ansia e stress.

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