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Combattere la timidezza in pubblico, consigli pratici

Solitamente le persone timide diventano naturalmente aggressive, una forma di autodifesa per superare l'impasse.

di Daniele Lisi

09 Novembre 2012





TimidezzaLa timidezza è una caratteristica di diverse persone, molte di più di quanto si possa immaginare, e questo perché quelle che non lo sembrano, anche se in effetti lo sono, hanno imparato a combatterla,  con  dei semplici trucchetti che sono molto facili da mettere in atto. Parlare di timidezza in pubblico, se vogliamo, è poco corretto, perché la timidezza la si può avere solo in presenza di altre persone, solo quando si è a contatto con gli altri, quindi in pubblico, e certamente non con se stessi. Sarebbe quindi corretto parlare semplicemente di timidezza, che è un modo di essere, che denota una certa insicurezza nelle proprie capacità, quali che queste possano essere, o una sensazione di inadeguatezza rispetto al contesto in cui ci si trova in un determinato momento, o il timore del giudizio degli altri.

Solitamente le persone timide diventano naturalmente aggressive, ovviamente nel senso buono del termine, tanto è vero che le persone che svolgono una attività di vendita pur essendo timide, sono tra quelle che riescono ad ottenere i maggiori successi nel lavoro. Del resto,  il timido riesce quasi sempre ad adeguarsi alle situazioni nelle quale si trova, tuttavia esistono  sempre delle situazioni particolari, delle eccezioni,  che vedono alcune persone autoescludersi dal contesto in cui si sono venute a trovare proprio perché non riescono a venire a capo della loro timidezza.

Sono timidi, per esempio, quei ragazzi che non riescono a esprimere i loro sentimenti alla ragazza della quale si sono invaghiti, perché temono di Timidezzasembrare ridicoli, immaginano di essere rifiutati o derisi proprio perché non hanno fiducia in loro stessi, anche se  al giorno d’oggi una condizione del genere è meno frequente rispetto al passato. Del resto, basta poco a superare questo ostacolo, dal momento che basta convincersi che, in fondo, un rifiuto va sempre messo in conto, un rifiuto lo può subire anche il tipo più fico del liceo, e quindi non è una cosa che può capitare solo a se stessi.



Dover parlare in pubblico è un’altra di quelle situazione che a molti fa venire la tremarella; si comincia a sudare e si teme che gli altri se ne accorgano, non si trovano le parole giuste per esprimere il proprio pensiero, si teme di dire delle cose banali o scontate e, cosa peggiore, del tutto prive di interesse. Bisogna invece affrontare la situazione con calma, cercando di vedere la platea degli astanti come una singola entità, cercando di scorgere tra chi ascolta un cenno di approvazione, di assenso, e focalizzarsi solo su quella persona, eliminando tutti gli altri dalla scena. In tutti i casi, per il timido il momento più difficile è l’attesa, ma una volta presa la parola, di solito si va avanti senza intoppi, proprio perché subentra quell’aggressività naturale che è, in fondo, un modo  del tutto spontaneo di superare la difficoltà del momento.

Altra situazione critica è  quando si è ad una festa dove non si conosce nessuno e si corre il rischio, o almeno si teme di correre il rischio di fare la parte della tappezzeria, come si diceva una volta. Certamente l’approccio  per un timido non è dei più semplici, ma un modo, anche banale, per cercare di cominciare a scambiare qualche parola con qualcuno lo si trova sempre. TimidoSi può chiedere se e come si conosce il padrone di casa, oppure cercare di intrufolarsi in una discussione politica o riguardante la situazione economica del momento, discussioni che di questi tempi in particolare, ma quasi sempre sono delle discussioni di attualità, così come quelle sportive.

Evitare di restare in silenzio solo ad ascoltare, altrimenti veramente si correrebbe il rischio di diventare invisibili, ma partecipare sempre senza strafare e senza avventurarsi in argomenti che non si conoscono, altrimenti si potrebbero fare delle brutte figure.

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