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Grande Fratello dannoso per la salute

La consapevolezza di essere continuamente spiati, osservati, addirittura studiati, viene avvertita da un certo numero di persone come una grave violazione della privacy.

di Daniele Lisi

31 Ottobre 2012





Grande FratelloIl Grande Fratello è dannoso per la salute, fa aumentare i livelli di stress, ansia e addirittura rabbia. Lo  afferma una ricerca finlandese che ha cercato di capire cosa succede in un individuo se viene controllato e spiato giorno e notte, anche se solo per un periodo di tempo predeterminato. La rigorosa ricerca condotta da altrettanto rigorosi studiosi ha evidenziato  come i livelli di ansia, stress e addirittura rabbia possano essere tali da costringere addirittura un volontario che  partecipava alla ricerca a dover lasciare lo studio perché non più in grado di reggere una simile pressione psicologica.

A prescindere da quello che accade nel noto reality show televisivo che spesso tiene incollati alla Tv un gran numero di spettatori,  che esagerando un po’, ma non troppo, si potrebbero anche definire guardoni,  oggi, bene o male, un po’ tutti gli italiani vivono in un Grande Fratello dal quale, oltre tuto, non possono uscire.  Oggi non si muove foglia senza che il grande fratello statale lo sappia, a cominciare dalle telecamere di videosorveglianza delle quali si stanno dotando, una dopo l’altra, tutte le città italiane, per finire agli inevitabili controlli cui si è soggetti quando si acquista un bene qualunque pagando con il bancomat o la carta di credito.

La consapevolezza di essere continuamente spiati, osservati, addirittura studiati, viene avvertita da un certo numero di persone, molte più di quante si possa immaginare, come una grave violazione della privacy, una intrusione indesiderata nella vita privata, una vera e propria violenza cui non ci si può sottrarre e nemmeno ribellare.

VideosorveglianzaSe si viene assaliti da un malintenzionato, uno stupratore ad esempio, vi è sempre la possibilità di cercare di ribellarsi, di difendersi, di essere soccorso da un passante volenteroso o, addirittura, da un membro delle forze dell’ordine di passaggio. Contro il Grande Fratello non c’è da fare nulla, bisogna subire e tacere, e questo per molti, forse per la maggioranza degli italiani è motivo di stress, di ansia e di rabbia impotente, e si sa, lo stress è una delle cause dell’ipertensione, e con essa dei problemi cardiovascolari.



C’è chi dice “io non ho nulla da nascondere quindi la cosa non mi interessa più di tanto”, ma probabilmente si tratta solo di un atteggiamento esteriore, perché nell’intimo vi è sempre, a dir poco, un senso di fastidio.
Nella ricerca finlandese i soggetti esaminati, tutti volontari ovviamente, erano soggetti ad una ingerenza della privacy a dir poco feroce. Telecamere, microfoni e quant’altro, tutto sempre acceso 24 ore su 24, controlli anche sui PC e sugli smartphone, tutto veniva regolarmente osservato, per mesi, solo che in questo caso i partecipanti erano coscienti e consenzienti.

Eppure è stato un esperimento per molti assolutamente negativo, perché inconsapevolmente in molti hanno mutato le loro abitudini, i loro modi di fare, anche i più banali, perché sapevano di essere osservati, e dopo un po’ è cresciuta in loro una tensione emotiva quasi insopportabile, un senso di rabbia tale da non consentire a qualche partecipante di continuare l’esperimento.
Tuttavia, il fatto stesso di sapere che si poteva uscire dallo studio in un qualsiasi momento in caso non si fosse stati in condizione di sopportare lo stress, doveva  rappresentare una sorta di salvagente, il disagio doveva essere in buona misura mitigato, ma invece ciò non è avvenuto.

Grande FratelloQuindi, è impensabile che una persona qualsiasi, che come detto in precedenza è soggetto ad una continua violazione della privacy, che non può semmai acquistare in farmacia la pillolina blu senza che altri lo sappiano, escluso il farmacista ovviamente, possa accettare passivamente una simile violenza, perché di vera e propria violenza si tratta. Il grande fratello statale non può entrare così prepotentemente nella vita delle persone, soprattutto se queste non sono consenzienti, anche perché alla fine, ed è una cosa alla quale in pochi fanno caso, lo stato sono anche  quelle persone non consenzienti, che poi sono la maggioranza, e che alla fine sono poi quelle che pagano i conti.

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