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L’influenza, cosa fare per cercare di evitarla

L’influenza è percepita dalla maggior parte delle persone come una malattia quasi inevitabile, assolutamente banale.

di Daniele Lisi

27 Ottobre 2012





InfluenzaL’influenza è ormai quasi alle porte.  La lunga estate 2012 è agli sgoccioli, e considerando che si è a fine ottobre, la cosa è del  tutto naturale, anzi va detto che il caldo è durato decisamente più del solito. Il cambiamento del tempo in corso fa venire alla mente l’inverno che è ormai dietro l’angolo, anche se solitamente sono i mesi  che vanno da dicembre a febbraio ad essere quelli più inclementi. Quindi, cominciare a preoccuparsi per evitare di ammalarsi di malattie da raffreddamento, oltre che naturalmente l’influenza, è una precauzione che tutti dovrebbero prendere.

In particolare quest’anno per cui è prevista una influenza particolarmente aggressiva, in concomitanza oltre tutto con una possibile carenza di vaccini, per le note vicende di questi giorni legate alle anomalie riscontrate nelle dosi prodotte da due aziende farmaceutiche.
Giusto per chiarirci le idee sull’influenza, va detto innanzi tutto che il virus fu scoperto nel 1918 da Dujarric de la Rivière all’Istituto Pasteur di Parigi e solo dopo una quindicina d’anni si riuscì a cominciare a lavorare alla formulazione e realizzazione  di un vaccino. L’influenza è una malattia virale causata da tre tipi principali di virus, A, B e C, ciascuno dei quali ha dato luogo a sottotipi che nel corso degli anni sono mutati e hanno dato origine a sempre nuovi  virus, anche se facente parti sempre degli stessi ceppi originari. La malattia, altamente contagiosa, esordisce con brividi di freddo, febbre alta, tosse, dolori muscolari, nausea, a volte vomito, e inappetenza.

I sintomi scompaiono generalmente nel giro di 4-5 giorni, ma è necessario Influenzaavere la prudenza di non esporsi immediatamente dopo la scomparsa della febbre, a correnti d’aria o a freddo, in quanto potrebbe presentarsi anche una ricaduta. Nei soggetti debilitati, gli anziani, nella prima infanzia e nei soggetti portatori di patologie croniche, una normale e, se vogliamo, banale influenza può  evolvere in polmonite, e in questo caso la prognosi comincia a diventare  meno favorevole.
Inoltre, il vero rischio dell’influenza è la comparsa di complicazioni, come appunto la polmonite, per lo più di forma batterica, per la cui cura è richiesto l’utilizzo degli antibiotici, che non vanno mai utilizzati se si tratta solo ed esclusivamente di influenza.



L’influenza è percepita dalla maggior parte delle persone come una malattia quasi inevitabile, assolutamente banale, che va affrontata senza particolari problemi,  tuttavia in molti ignorano che le statistiche parlano di 250-500 mila morti l’anno, solo nel nostro Paese, per colpa dell’influenza. Prendere le giuste precauzioni, quindi, è quasi obbligatorio, perché è lecito pensare che limitare la diffusione del virus possa aiutare e a rendere lo stesso meno pericoloso.

Quindi, innanzi tutto è bene evitare quanto più è possibile i luoghi affollati, in quanto il contagio avviene per via diretta per mezzo delle goccioline di saliva infette che vengono di fatto nebulizzate nell’aria, ma anche per via indiretta, per mezzo del contatto accidentale con secrezioni del naso o della bocca di un soggetto influenzato. Considerando poi che un soggetto è contagioso dal momento in cui è stato infettato fino a 3-4 giorni dopo la comparsa dei sintomi, è di tutta evidenza che il contagio può avvenire anche per contatto con persone apparentemente sane.

L’influenza si previene anche a tavola, grazie ad una Pomodorialimentazione sana ed equilibrata, a base di alimenti ricchi di sostanze in grado di aumentare l’efficienza del sistema immunitario. Consumare, quindi, almeno due porzioni di frutta e tre di verdura al giorno, pasta o riso al pomodoro e legumi al posto della carne. Dare la preferenza agli alimenti ricchi di vitamina C, A e B, quindi a frutta e ortaggi giallo-arancioni. Il pomodoro, poi,  particolarmente ricco di vitamina C e A, va preferibilmente consumato crudo in quanto il calore della cottura distrugge le vitamine.
Per il resto è una questione di buon senso. Ovviamente, i soggetti a rischio dovranno vaccinarsi, perché è il solo modo per mettersi al sicuro da quelle complicanze che potrebbero rivelarsi estremamente pericolose.

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