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L’ipovisione un problema grave? Il parere degli esperti

L'ipovisione un problema grave per la società. Nuove teorie, possibilità di cura ed analisi dati

di Redazione

19 Settembre 2012

E’ di questi giorni un interessante convegno di studio tenutosi a Roma. Nel seminario si è trattato di  Ipovisione: le cause, come è possibile prevenirla, qual è il suo impatto sociale ed economico, mentre il titolo del convengo è  “Il Valore della Vista. La salute degli occhi tra bisogni e realtà nel contesto socio sanitario italiano”.

L’evento è organizzato da Il Sole 24 ORE,Novartis e Alcon, con il patrocinio dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus, della Società Oftalmologica Italiana (SOI) e della Società Italiana della Retina (SIR).

Insomma un evento importante per il settore dell’ipovisione.

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’ipovisione è in costante crescita nel mondo,la patologia si legge, metterebbe in vera crisi i Servizi Sanitari di tutti i Paesi, siano essi in via di sviluppo o industrializzati.

Secondo i dati in possesso dell’OMS ha stimato che ci sono 285 milioni di persone con gravi problemi di vista e di questi 39 milioni sono ciechi e 246 milioni sono ipovedenti.

Durante il convegno è intervenuto il l Sen. Ignazio MarinoPresidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale che ha dichiarato:

“L’ipovisione è un’area della salute in cui il progresso scientifico è stato rapido ma è ancora in continua evoluzione. In considerazione dell’impatto sociale ed economico che una ridotta capacità visiva può avere sulla vita delle persone, ma anche sul sistema sanitario, è importante offrire le migliori soluzioni di cura e assistenziali disponibili. Nel caso di malattie come la degenerazione maculare senile o l’edema maculare diabetico sappiamo, inoltre, che gli stili di vita hanno una profonda influenza, è vitale dunque un investimento, un piano strategico per la salute pubblica”.

 Mentre il dottor Mario Stirpe, Presidente della Commissione di Prevenzione della Cecità ha dichiarato: 

“In Italia la Prevenzione della Cecità e dell’Ipovisione è un capitolo specifico nel Piano Nazionale della Prevenzione.  Il nostro paese è pertanto consapevole dell’importanza della vista, tanto che si stanno mettendo in atto delle azioni congiunte per favorire la prevenzione della malattie e la definizione di percorsi diagnostico-terapeutici appropriati. In tal senso è fondamentale sviluppare linee guida e protocolli che assicurino maggiore sostegno al paziente tramite cure innovative e sicure e un’assistenza continuativa basata su un’integrazione tra le diverse strutture assistenziali, tra ospedale e territorio”.ità, è anche vero che in Italia i problemi della vista e dell’ipovisione sono ancora poco conosciuti dei cittadini. Lo rivela una ricerca Doxapharma, realizzata su un campione di 2.002 persone (48% uomini, 52% donne; età media 49 anni) dalla quale emerge che sebbene per 9 italiani su 10 la vista sia il senso più importante e perderla sarebbe un trauma, difficile anche solo da immaginare, ben il 75% del campione non ha idea di cosa significhi ipovisione nè quali siano le malattie che la generano.

“L’ipovisione in Italia è un problema dai contorni estremamente «sfuocati», l’informazione infatti è piuttosto scarsa e si sottostimano le reali dimensioni del problema. – afferma Giuseppe Venturelli, Managing Director Doxapharma – Il fenomeno può essere spiegato dall’atteggamento «fatalista» degli italiani che sono generalmente poco preoccupati dei problemi di salute, e di quelli della vista in particolare. Basti pensare che ben 1 intervistato su 3 non ha idea di cosa significhi ipovisione e il 75% ne sottostima le reali dimensioni”.

Tra le malattie che generano ipovisione, solo la cataratta e il glaucoma sono quelle conosciute, anche se si assestano rispettivamente al 56% e al 39%, mentre solo il 14% conosce la degenerazione maculare legata all’età, il 15% l’edema maculare diabetico e il 23% la retinopatia diabetica.

 



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