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Migliora la sopravvivenza ai tumori

I cinque grandi responsabili del maggior numero dei decessi, i così detti big killer, fanno meno paura di qualche anno fa.

di Daniele Lisi

01 Settembre 2012





Diagnosi tumoreLa sopravvivenza ai tumori è sensibilmente cresciuta negli ultimi 20 anni, grazie alle tante scoperte e alle nuove cura, ma in particolar modo grazie anche alla possibilità di ottenere una diagnosi più tempestiva e il più delle volte, precoce. I cinque grandi responsabili del maggior numero dei decessi, i così detti big killer, il tumore del colon retto, del polmone, del seno, della prostata e dello stomaco, fanno un po’ meno paura rispetto a qualche anno fa, e ogni giorno che passa, sempre nuove scoperte arricchiscono il patrimonio di conoscenze dei ricercatori e dei medici che si battono contro questi nemici.

Per esempio, è di poco tempo fa la scoperta degli effetti  a volte negativi che la chemioterapia è in grado produrre, in quanto attiva una enzima che di fatto impedisce la morte delle cellule tumorali, quel meccanismo  comune a tutte le cellule. In queste condizioni, dopo i miglioramenti iniziali, il tumore invece di essere tenuto sotto controllo, acquista maggior forza  proprio per il fatto che le cellule diventano pressochè immortali. Ma la scoperta importante è che è stata individuato un altro enzima che è in grado di avere l’effetto contrario, ovvero favorisce la normale morte delle cellule tumorali, rimettendo in un certo senso le cose a posto.

E’ quindi ragionevole pensare che in tempi non troppo lontani possa essere messa a punto una nuova generazione di farmaci chemioterapici  privi di quel vizio di origine che li rendeva di fatto poco efficaci, se non addirittura dannosi. Questa scoperta, oltre tutto, è una scoperta tutta italiana, ragion per cui sarebbe lecito supporre che il governo dovrebbe mettere a disposizione più risorse per la ricerca che, invece, contrariamente a quanto avviene nel resto d’Europa, deve basarsi prevalentemente su risorse private o sulla buona volontà dei cittadini.



RicercaGrazie alle tanta altre scoperte precedenti che già hanno prodotto delle nuove metodiche terapeutiche, la mortalità si è ridotta, negli ultimi anni, del 12% per i maschi e del 6% per le donne.  Allo stesso tempo oggi è possibile assistere ad una sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi dell’88% dei malati di neoplasia della prostata, l’87% al seno e il 58% al colon-retto. Un traguardo che fino ad una ventina di anni fa era del tutto impensabile.
Ovviamente, si è ancora lontani dall’aver  vinto la guerra contro i tumori, ma almeno oggi molte battaglie possono essere portate avanti con maggiori possibilità di successo. Inoltre, come spesso accade, una  nuova scoperta diventa una porta spalancata su  altre possibili nuove opportunità di cura che spesso si susseguono anche a ritmo quasi incalzante.

Per alcune patologie che sono meno frequenti, quali il tumore al fegato o al rene, alcune nuove molecole innovative hanno di fatto rivoluzionato, con successo, l’approccio terapeutico anche in caso di patologia in uno stadio avanzato, e questo a tutto vantaggio della sopravvivenza del paziente.
Se prima la lotta a questa grave malattia che è tra le prime cause di morte al mondo era svolta solo da un ristretto numero di laboratori di ricerca, oggi questi sono sparsi un po’ ovunque, anche nei Paesi così detti emergenti che profondono grandi energie e risorse nella lotta contro i tumori. Grazie poi alla connettività globale che, ricordiamo, fino ad una ventina d’anni fa non era certamente quella attuale, la condivisione delle scoperte è pressochè istantanea, per cui è possibile accedere a tutte le informazioni in pochissimo Ricercatempo e da qualsiasi parte del pianeta, e questo ovviamente a tutto vantaggio della ricerca, che può contare su di un esercito di ricercatori sempre più numeroso ed agguerrito.

Negli ultimi anni numerose novità terapeutiche basate su farmaci  a meccanismo d’azione bio-molecolare, sono diventate delle armi efficaci a disposizione degli specialisti che tutti i giorni affrontano questa malattia. Ormai è solo questione di tempo, ma si dovrebbe essere sulla strada giusta.

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