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Mai sentito parlare di Svezzamento Verde?

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La scelta di non mangiare carne è sempre più frequente, anche in Italia. I dati ufficiali dell’Unione Vegetariana Europea stimano che il 3.5% della popolazione europea segue una dieta vegetariana. L’Italia risulta essere il paese meno dipendente da pasti a base di carne e conta oltre sei ...

di Redazione TuttaSalute.net

20 Luglio 2012





dieta vegetarianaLa scelta di non mangiare carne è sempre più frequente, anche in Italia.

I dati ufficiali dell’Unione Vegetariana Europea stimano che il 3.5% della popolazione europea segue una dieta vegetariana. L’Italia risulta essere il paese meno dipendente da pasti a base di carne e conta oltre sei milioni di vegetariani e vegani.

Chi intraprende questa scelta è spinto da forti motivazioni etiche e culturali e in famiglia si tende a crescere i figli secondo i propri principi, fin dallo svezzamento. Si stima che i bambini italiani vegetariani siano diverse decine di migliaia, testimoniate anche dalla crescente richiesta di pasti vegetariani da asili, scuole e ospedali.

A Verona, a fine del 2009 è stato inaugurato il primo ambulatorio pubblico di nutrizione vegetariana per neonati e bambini, diventato nel tempo un punto di riferimento per tutte quelle coppie vegetariane che, senza correre alcun rischio, vogliono crescere i propri figli nel modo migliore che conoscono.

Il vegetarianismo nell’infanzia può garantire una crescita sana ed equilibrata?
Naturalmente sì. Il “trucco” sta nel corretto bilanciamento degli alimenti, variare il più possibile il regime alimentare garantisce l’apporto di tutti i nutrienti indispensabili per lo sviluppo dei bambini, in ogni età.

Già dallo svezzamento, è importante dosare al meglio le porzioni di frutta, verdura e cereali, come indica la piramide alimentare vegetariana, dare la precedenza a prodotti biologici e seguire con attenzione le indicazioni del pediatra.



dieta per bambini

Si inizia dal sesto mese con la frutta fresca, mele e pere, frullate con l’aggiunta di un po’ d’acqua, per ottenere un composto cremoso. Già dai primi giorni si introducono le farine di riso, miglio, grano saraceno, tapioca e mais, per proseguire fino ai 12 mesi, con orzo e cereali integrali, come avena e farro.

Corretti dosaggi di farine e cereali garantiscono il fabbisogno giornaliero di ferro e sali minerali, come dimostrano numerosi studi scientifici condotti su bambini vegetariani. Solo nei vegani, che rinunciano anche a uova, latte e derivati, si riscontra la necessità di integrare la vitamina B12.
Per non stressare l’intestino del piccolo è consigliabile tenere in ammollo i chicchi, lessarli e passarli per eliminare la fibra.

I primi legumi da introdurre sono lenticchie, piselli e azuki, cotti fino allo spappolamento. Le prime verdure sono carota, patata, zucchina, porro, zucca e sedano con le foglie. Alla preparazione del brodo vegetale, si aggiungono, poi, le bietole e i cavoli.

Insolito per i tradizionalisti, è l’uso di alghe, spesso provenienti dall’Estremo Oriente, come le Iziki, ricchissime di ferro e calcio (100g per  1400mg di calcio, la stessa quantità di latte per soli 100mg!).

Anche l’olio gioca un ruolo importante: olio di oliva e olio di lino sono particolarmente consigliati, per l’apporto di grassi buoni e omega 3.

Vale anche per lo svezzamento verde, la buona regola di non aggiungere sale o insaporitori preparati.

Negli ultimi anni sono sempre più frequenti gli studi di osservazione sull’accrescimento dei bambini vegetariani. I risultati sono confortanti e di buon auspicio per la lotta all’obesità infantile. Non si riscontra alcuna carenza nutritiva, i valori del ferro nel sangue sono più alti, mentre colesterolo, trigliceridi e glicemia sono più bassi, la massa muscolare è più sostanziosa e i livelli di crescita nella norma.

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