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Morire il giorno del compleanno, ecco perché

Si può morire lo stesso giorno della nascita. Una ricerca scientifica dimostra come spesso si muore proprio il giorno in cui si è soliti festeggiare il proprio compleanno

di Redazione

16 Giugno 2012





Morire il giorno del proprio compleanno sembra assurdo e molti penseranno ad un’altra bizzarra notizia. Invece, i dati che emergono da uno studio svizzero lo confermano. La ricerca ha interessato circa 2 milioni di morti avvenute in un arco di tempo di quarant’anni e i risultati sono sorprendenti. Si muore più spesso il giorno in cui si dovrebbe festeggiare, e le cause sono molteplici: ansia, ictus, suicidi o malori. Il decesso non è legato solo alla salute fisica o alla presenza di patologie ma anche a stati depressivi o ansiosi che si acuiscono il giorno della propria festa.



Spesso il compleanno si trasforma in baldoria e in bevute esagerate, che sono deleterie più cresce l’età. Dopo i sessant’anni, morire il giorno del proprio compleanno,per malattie legate alla circolazione, colpisce il 14% delle volte; mentre più del 21% sono colpiti da ictus, soprattutto se già sussiste una situazione di ipertensione.

La probabilità di finire la vita in concomitanza con il compleanno aumenta con l’avanzare dell’età perché siamo più soggetti a varie malattie e sentiamo maggiormente l’ansia del tempo che passa.

Oltre alle morti causate da malattie, non sono rari i casi di persone che lasciano il corpo in corrispondenza del loro anniversario di nascita. Per giustificare questa affermazione non ci sono studi scientifici e la razionalità stenta a trovare una spiegazione logica e razionale. Fra questi ultimi casi si cita il poeta inglese William Shakespeare, morto il giorno del suo compleanno per cause ignote.

La stessa cosa accade per i suicidi. E’ difficile capire perché si decida di togliersi la vita in concomitanza con un giorno di festa. Probabilmente, il compleanno è un momento in cui si traggono le somme e si fanno i bilanci della propria vita. Chi soffre di depressione o di stati di esaurimento trova più angoscioso festeggiare e decide così di compiere quest’atto finale.

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