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Piercing e tatuaggi, quali sono i rischi?

Piercing e tatuaggi sono ormai all'ordine del giorno, solo che il più delle volte si tende a ignorare i rischi cui si va incontro.

di Daniele Lisi

08 Giugno 2012





piercingPiercing e tatuaggi sono sempre più di moda, sono diventati in sostanza le decorazioni, se così si può dire, del corpo del terzo millennio. In particolare i tatuaggi non sono solo una caratteristica dei giovani, ma cominciano ad amarli anche le persone di una certa età, che in gioventù mai e poi mai avrebbero pensato di farsene fare uno.  Ma allora il tatuaggio era considerata una cosa eccentrica per pochi, mentre invece oggi, con i tanti tatuatori che si trovano in tutte le città fare un tatuaggio è come andare dal barbiere, o parrucchiere ovviamente.

Il problema è che la maggior parte delle persone, in particolare i giovani,  ignorano i rischi che queste pratiche decorative comportano, in particolare i tanti giovincelli che nella loro meravigliosa incoscienza si applicano dei piercing  fai-da-te, nel senso che si bucano da soli,  incuranti dei rischi cui possono andare incontro, Il piercing più frequenti sono quelli sull’arcata sopraccigliare, sulla narice, labbra, orecchio cartilagineo, ombelico e lingua., senza contare quelli decisamente più intimi. Oggi, un ragazzo su tre ostenta il suo bravo piercing e uno su quattro un tatuaggio.

I tatuaggi preferiti sono angeli, fiori, immagini tribali, mentre è ormai passato di moda il vecchio cuore trafitto da una freccia, tipico degli anni che furono.
I rischi più seri ai quali si può andare incontro, per quanto riguarda i piercing, sono sanguinamenti, infezioni, formazioni di granulomi, questo in particolare nelle zone a maggiore vascolarizzazione e in almeno 1 caso su 4. Tutto dipende, ovviamente,  dalla scarsa igiene che è responsabile della maggior parte delle infezioni, senza contare poi la possibile reazione allergica al piercing stesso, visto che molto dipende dal metallo con il quale è realizzato.



tatuaggioPer i tatuaggi, invece, il discorso è diverso e, in particolare, se un Piercing può anche essere rimosso una volta passato lo “sfizio”, un tatuaggio è per sempre. Infatti, il laser riesce a rimuoverne solo la parte superficiale ma i pigmenti penetrati in profondità restano e il loro alone sarà sempre e comunque visibile,  soprattutto poi quando la pelle, con il passare degli anni, si aggrinzerà e diventerà  meno elastica.
A parte questo problema estetico, il rischio maggiore è rappresentato dalle possibili infezioni e malattie che si possono contrarre nel caso in cui il tatuaggio venga effettuato in ambienti e con attrezzatura  non perfettamente sterili. Epatite B e C e anche l’HIV, il virus dell’Aids, sono i rischi cui ci si espone per poi sfoggiare un bel tatuaggio.

Ma a parte queste situazioni estreme, anche se piercing e tatuaggi vengono praticati da persone esperte e  con tutte le precauzioni necessarie, si possono verificare delle reazioni allergiche anche severe che si possono esplicitare con la formazione di tessuto cicatriziale, granulomi, cheloidi e quant’altro. Senza contare poi le reazioni allergiche ai pigmenti utilizzati  per i tatuaggi, in particolar modo quelli colorati. Nello specifico, per esempio,  le più comuni reazioni allergiche sono causate da pigmenti  di colore giallo che contengono solfuro di cadmio, rosso che contengono cadmio e solfuro di mercurio.
Meno frequenti le reazioni al nero, al blu e al verde, anche se in alcuni casi si possono presentare lo stesso.  Le reazioni che più frequentemente si verificano tatuaggiosono reazioni di tipo eczematoso, accompagnate da prurito eruzioni cutanee, fino a giungere talvolta alla psoriasi.

Anche sottoponendosi ad un test  di reattività cutanea prima di effettuare il tatuaggio, non è detto che si possa evitare la comparsa  di reazioni allergiche in quanto, anche se i test danno esito negativo, la reazione allergica si può sempre presentare anche in un secondo momento.
Le reazioni allergiche ai tatuaggi sono purtroppo una realtà,  troppo spesso ignorata  e sottovalutata, in particolar modo dai giovani che, come si sa, hanno quasi il diritto di essere incoscienti, ma sempre e solo fino ad un certo punto.

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