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Grana padano per contrastare l’ipertensione

Dimostrata l'azione antipertensiva del grana padano, dovuta alla presenza di due tripeptidi che esplicano un'attività paragonabile a quella di alcuni farmaci

di Raffaela

22 Maggio 2012





Grana padano, buono e salutare. Il famoso formaggio, protagonista di molteplici pietanze, sembra avere effetti antipertensivi. Un’azione dimostrata durante uno studio, presentato al Meeting Europeo sull’Ipertensione e la Protezione Cardiovascolare che si è tenuto a Londra. La ricerca è stata condotta dall’italiano Giuseppe Crippa, direttore dell’Unità Operativa di Ipertensione presso l’Ospedale Saliceto di Piacenza.

Sono stati coinvolti  29 pazienti, con ipertensione lieve-moderata ma non facenti uso di farmaci appartenenti alla classe degli ACE inibitori e dei sartani. Questi hanno inserito il grana padano nella propria alimentazione, consumando 30 grammi di formaggio al giorno per due mesi. Allo studio hanno partecipato anche 16 persone, appartenenti al gruppo di controllo, che non hanno mangiato grana.



Al termine del periodo di studio, si sono analizzati i rilutati. Nel gruppo dei 29 soggetti, si è avuto un calo di 8 mmHg della pressione sistolica, 7 mmHg della diastolica. Nessun miglioramento, invece, per gli appartenenti al gruppo di controllo. Questa azione antipertensiva del formaggio in questione, sembra sia dovuta alla presenta di due tripeptidi , che si sviluppano grazie alla fermentazione del latte per opera del batterio Lactobacillus helveticus.

Le stesse molecole sono state rinvenute anche in altri latticini, ma in quantità inferiori rispetto a quelle del grana padano. Giuseppe Crippa dice in merito ai risultati dello studio:

“L’entità di questa riduzione, ci ha un sorpreso, ci aspettavamo dei risultati positivi ma l’effetto osservato, rilevato con tre diversi metodi di misurazione, è paragonabile a quello di certi farmaci”. In particolar modo, ci si riferisce ai sartani ed agli ACE-inibitori, molto utilizzati nella terapia dell’ipertensione. Non bisogna però sottovalutare l’apporto calorico e la sapidità del grana padano, caratteristiche che lo rendono un formaggio da dosare con cautela.

Non a caso i ricercatori hanno valutato attentamente le persone da coinvolgere nello studio, apportando modifiche nel loro stile alimentare, “operando in questo modo – spiega Crippanon abbiamo riscontrato differenze sostanziali tra chi aveva integrato la dieta col formaggio e il gruppo di controllo relativamente a parametri come l’indice di massa corporea e i livelli di colesterolo, glucosio, trigliceridi e sodio“.

 

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