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A cosa serve lo stretching e quanto farne?

Lo stretching e una forma di ginnastica a vuoto, ovvero senza carico, e permette l’allungamento dei muscoli in particolare prima di una attività sportiva.

di Daniele Lisi

12 Maggio 2012





stretchingLo stretching e una forma di ginnastica  a vuoto, ovvero senza carico, e permette l’allungamento dei muscoli in particolare prima di una attività sportiva, in modo da ridurre i rischi di traumi durante l’attività agonistica. Si tratta anche di una ginnastica fine a se stessa che ha come obiettivo il miglioramento della mobilità articolare e vist5o che si esegua in condizioni di scarico, permette  una migliore estensibilità dei muscoli scheletrici, tendini e legamenti che se vengono stimolati con regolarità, portano  a degli effetti benefici permanenti.
Lo stretching può essere praticato da tutti, ed oltre ad  essere particolarmente indicato agli sportivi, fa bene anche a coloro che non debbono praticare nessuna attività sportiva in quanto aiuta a combattere e prevenire gli effetti dell’inattività, che tanto male fa al sistema muscoloscheletrico nel suo complesso.

Di contro lo stretching è particolarmente sconsigliato, anzi proprio controindicato ha chi ha una lesione muscolare, ai legamenti e alle articolazioni.
Questa forma di ginnastica non ha controindicazioni in quanto ad età, e può essere praticata già a partire dai 10-12 anni. Lo stretching, in buona sostanza, è una sorta di garanzia contro gli infortuni muscolari, dal momento che l’accentuata capacità di movimento  che si riscontra nelle articolazioni e nelle estensioni muscolari, consente una migliore esecuzione delle attività atletiche di qualsivoglia natura. Gli effetti dello stretching si possono avvertire e medio termine e a  lungo termine. Nel primo caso tale pratica migliora la circolazione del sangue e contribuisce alla  eliminazione delle tossine. A lungo termine, poi, ha un notevole effetto benefico sull’invecchiamento dell’apparato muscolo scheletrico.



stretchingSe lo stretching si esegue come forma di riscaldamento prima di un qualunque impegno sportivo,  vanno scelti gli esercizi  che preparano maggiormente i muscoli interessati. Per esempio, per un calciatore o un giocatori di Basket, i muscoli da  preparare allo sforzo sono in particolare quelli delle gambe, perché sono quelli che verranno messi più duramente alla prova. Naturalmente, anche questa pratica sportiva, al pari delle altre del resto, se non viene praticata con una certa continuità, vedrà una riduzione sensibile degli effetti positivi.
La tecnica da seguire per praticare lo stretching correttamente è, in fondo, una sola, cioè mettere in estensione i muscoli interessati, partendo da  movimenti lenti e progressivi e mantenendo l’estensione massima almeno tra i 10 e i 30 secondi. Gli errori da evitare sono in sostanza, una esecuzione veloce dell’estensione, il mantenimento della posizione massima  anche sul dolore e, infine, un movimento eccessivo.

Lo stretching va praticato in un ambiente sano e pulito, visto che buona parte delle estensioni muscolari  si effettua seduti o sdraiati al suolo, in più la temperatura ambientale deve essere  confortevole, in sostanza quasi pari a quella corporea, proprio per ridurre al minimo le probabilità che si possa andare incontro a qualche trauma.
E’ anche buona norma, come solitamente sono soliti fare gli  sportivi professionisti, cercare di innalzare la temperatura corporea prima di eseguire degli esercizi di stretching, in modo da trovare i muscoli già caldi, quindi meno esposti a anni derivanti dall’allungamento di un muscolo freddo.

Se gli esercizi di stretching vengono eseguiti rispettando alcune regole base, stretchingè praticamente impossibile che ci si possa infortunare nel compiere gli esercizi.  In caso contrario, ovvero, se non sono state prese  le necessarie precauzioni come, per esempio, la muscolatura già preriscaldata, potremmo dire, l’infortunio è una eventualità da prendere in seria considerazione.
Gli esercizi richiedono, in buona sostanza, una decina di minuti, più o meno, soprattutto se praticati al chiuso in un ambiente riscaldato, come ad esempio, un palazzetto sportivo. Inoltre, molto dipende anche dalla conformazione di ciascun atleta. Se si tratta di un fisico possente, con una muscolatura di una certa consistenza, potrebbero essere necessari  di 10 minuti.

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