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Gli adolescenti lo fanno prima, però meno dei loro genitori

L'età media del primo rapporto tra i giovani si è attestata ormai sui 15 anni, decisamente prima rispetto all'età di esordio dei loro genitori.

di Daniele Lisi

04 Maggio 2012





prima voltaGli adolescenti lo fanno prima, però meno dei loro genitori . E’ quanto emerge da una recente ricerca che ha intervistato un certo numero di ragazzi e altrettanti genitori.  In effetti, l’età media della prima volta si è sensibilmente abbassata, arrivando addirittura ai 15 anni, mentre per i genitori di questi giovani l’età di esordio, se così si può dire, era mediamente intorno ai 17 anni.
Ma, sa da un lato era abbastanza scontato il fatto che l’età della prima volta si fosse decisamente abbassato, dall’altro rappresenta una sorpresa, invece, che la frequenza è decisamente inferiore rispetto a quanto avveniva in passato.
Le cause di  questa anomalia, si potrebbe dire, sono difficili da comprendere,  anche perché i giovani sono decisamente più disinibiti rispetto ai loro genitori, hanno più libertà, possono allontanarsi da casa con una frequenza maggiore, possono contare sulla macchina di papà, tutte cose che prima erano decisamente meno frequenti.

Una volta l’orario di ritorno a casa dalla discoteca era  praticamente perentorio, e se si sforava, si rischiava  di incorrere in qualche punizione. Oggi, invece, queste regole da coprifuoco sono molto più sfumate, anche se negli ultimi anni si sta assistendo al ritorno ad una maggiore attenzione da parte dei genitori, non tanto per fatti legati ad eventuali rapporti  tra ragazzi, bensì al fatto che le strade delle nostre città sono indubbiamente più pericolose di una volta, così come le occasioni di incorrere in qualche situazione rischiosa.
adolescentiIl consumo di droga e di alcol, rappresentano oggi  le maggiori situazioni di rischio per i giovani, anche per coloro che si comportano con intelligenza e con buon senso, dal momento che potrebbero rimanere coinvolti, come purtroppo spesso accade, in incidenti o altre situazioni di pericolo causate da ragazzi più scavezzacolli, tanto per usare un eufemismo.



Fatto è che lo fanno meno di una volta, pur avendo maggiori occasioni per farlo. Come detto in precedenza, le cause di questa chiamiamola astinenza non sono facilmente comprensibili, perché potrebbero essere la somma di varie concause che alla fine fanno si che i rapporti siano meno frequenti.
Probabilmente le distrazioni sono maggiori,  le giornate più piene di impegni, così come le serate, ed è oltre tutto sempre più difficile riuscire ad avere un momento d’intimità. Spesso ci si muove in gruppo ed è meno frequente che si esca da soli con la propria ragazza/ragazzo, per cui diventa oggettivamente difficile trovare l’occasione per appartarsi con tranquillità.
Vi è poi ance l’altro aspetto, più inquietante verrebbe da dire,  del quale abbiamo parlato anche in un altro articolo e, cioè che nei paesi industrializzati gli uomini tutti, quindi anche i giovani, sono interessati da un  progressivo calo della libido, cosa che interessa i maschi, ma stranamente non quelli del mono animale.

Per cui, esasperando il concetto, si potrebbe anche pensare che l’uomo possa, nei secoli futuri, essere a rischio estinzione, ma appunto è una esasperazione del concetto, per cui nessuna paura, continueremo ad essere presenti sul pianeta ancora a lungo.
Altro problema legato ai rapporti giovanili è la scarsa informazione circa i metodi contracettivi e i sicurezza dei rapporti, cosa che è stata messa in evidenza anche dalla ricerca citata all’inizio. A parte la pubblicità sui profilattici che si vedono un po’ ovunque, altra informazione non viene fatta e questo rappresenta un vero problema in quanto molti ragazzi non sono adolescentipienamente consapevoli dei rischi cui possono andare incontro in caso di un rapporto non protetto. Invece questo è un argomento assai delicato, e andrebbe trattato molto più spesso e esplicitamente.

Infatti , da qualche tempo a questa parte, alcune gravi malattie a trasmissione sessuale quali l’AIDS, stanno facendo registrare un aumento dei casi e questo accade, con molta probabilità, perché viene dato meno spazio alle notizie che riguardano questa malattia. E si sa, se non se ne parla, si perde la percezione del pericolo.

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