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Pollinosi, tipica della stagione primaverile

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La pollinosi è una particolare forma di malattia  allergica che si presenta per lo più con manifestazioni dell’apparato respiratorio dal momento che  il polline penetra nell’organismo soprattutto con l’aria respirata, anche se abbastanza frequentemente si possono avere sintomi a carico degli occhi. Si tratta di una patologia ...

di Daniele Lisi

10 Dicembre 2010





pollinosiLa pollinosi è una particolare forma di malattia  allergica che si presenta per lo più con manifestazioni dell’apparato respiratorio dal momento che  il polline penetra nell’organismo soprattutto con l’aria respirata, anche se abbastanza frequentemente si possono avere sintomi a carico degli occhi.
Si tratta di una patologia molto diffusa e almeno una persona su quattro nel nostro Paese è direttamente interessata da questa manifestazione allergica.
Ma bisogna innanzi tutto chiarire quali sono i meccanismi che fanno si che si manifesti una reazione dell’organismo in presenza di determinati fattori esterni.

Il tutto è riconducibile ad una disfunzione del sistema immunitario il quale reagisce in maniera  anomala e esagerata verso sostanze eterologhe che fa sì che si determinino  specifiche reazioni immunitarie responsabili delle manifestazioni cliniche  le cui responsabili sono una particolare classi d’anticorpi, le immunoglobuline E (IgE).  Queste ricoprono particolari cellule, chiamate mastociti, che sono presenti nella cute e in quasi tutte le mucose dell’organismo.
Quando un allergene viene a contatto con dei mastociti ricoperti di IgE si determina un segnale che porta alla liberazione di sostanze infiammatorie responsabili dei comuni sintomi dell’allergia che può avere, quindi, le manifestazioni più varie, a seconda della localizzazione.

Si possono avere quindi delle allergie respiratorie, allergie della pelle e allergie alimentari. Per queste ultime si intende anche quelle causate dall’ingestione o comunque assunzine di un medicinale.
Le allergie respiratorie interessano l’apparato respiratorio causando starnuti, prurito, possono far lacrimare gli occhi e colare il naso e rendono spesso la respirazione difficoltosa. Rinite e asma sono quindi le più comuni manifestazioni d’allergia respiratoria e sono in genere scatenate dall’inalazione  di pollini degli alberi, di erbe, di peli o forfora di animali, da spore di miceti o da particelle fecali degli acari, dalla polvere.
Le allergie della pelle sono delle dermatiti i cui sintomi sono rappresentati dal  prurito, bruciore, arrossamento e comparsa di lesioni nell’area interessata. Può essere causata da una serie infinita di sostanze tra le quali metalli, profumi, coloranti, manufatti in gomma e in lattice, biancheria intima in sintetico, ecc..

starnuto

Starnuto causato dalla pollinosi

L’allergia alimentare, se vogliamo la più pericolosa, si manifesta generalmente con  eczema, dermatite, prurito al palato, gonfiore del labbro o della gola, nausea, diarrea, ipotensione e a volte, nei casi peggiori, shock anafilattico. I maggiori responsabili  di allergia alimentare sono tutti quegli alimenti che contengono latte di mucca, le uova, la soia, le arachidi, il pesce, i vegetali in generale e, particolarmente, le fragole.

Tornando alla pollinosi, oltre a quelle respiratorie, ve ne sono altre, anche se più rare e precisamente le pollinosi cutanee, intestinali, quelle che coinvolgono le articolazioni e i vasi sanguigni.  Queste allergie, essendo scatenate dai pollini, hanno un decorso prettamente stagionale e che varia generalmente da 2 a 8 settimane.

Vi è anche la possibilità che un soggetto sia allergico a più tipi di pollini e, contemporaneamente, anche a sostanze alimentari. Va da se che questa è la situazione decisamente peggiore e che, quindi, oltre ad avere manifestazioni allergiche più significative, queste durino per un periodo ben più lungo.
Le associazioni che si possono verificare e che quindi sarebbe buona norma cercare assolutamente di evitare sono le seguenti.

Graminacee in associazione  a pomodoro, frumento, kiwi, melone, anguria, arancia.
Urticacee in associazione a basilico, piselli, ciliegia.
Composite in associazione a sedano, prezzemolo, camomilla, melone, anguria, mela, banana, lattuga.
Betulacee in associazione a mela, pera, albicocca, carota, finocchio, noce.

eczema

Eczema cutaneo

L’ingestione, quindi, di uno di questi alimenti durante il periodo nel quale sono presenti anche i tipi di pollini elencati determinano di norma  l’insorgenza di sintomi immediati quali bruciore linguale, tumefazione delle labbra con risoluzione in 30-60 minuti o possono avere una progressione sistemica con evoluzione verso dolori addominali, diarrea, congiuntivite, rinite, asma, prurito cutaneo diffuso, orticaria, e nei casi peggiori se pur raramente shock anafilattico.
Quindi, la pollinosi, così come le altre forme di allergia, è determinata da un difetto del sistema immunitario.



Perché l’organismo reagisca in maniera così anomala ed esagerata, praticamente come se si trovasse in presenza di sostanze pericolose, non è ancora ben noto, tuttavia si sa che si può diventare allergici a sostanze alle quali siamo stati esposti precedentemente attraverso un processo si sensibilizzazione.
Diversi fattori sia ereditari che ambientali sono responsabili nel predisporre alcuni soggetti all’allergia.
La componente ereditaria è nota nei suoi effetti, anche se non tanto nei suoi meccanismi, sta di fatto che se un bambino ha entrambi i genitori allergici rischia di sviluppare un’allergia nel 70% dei casi, percentuale che scende al 50% se il genitore allergico è solo uno.

C’è poi l’azione concomitante di alcuni fattori ambientali quali il contatto ripetuto e prolungato con determinate sostanze o con alcuni alimenti o esposizione a particolari condizioni ambientali.
Non tutti i pollini del resto sono potenzialmente in grado di scatenare delle reazioni allergiche, e gli stessi pollini devono soddisfare alcuni requisiti. In primo luogo devono contenere allergeni in grado di sensibilizzare

parietaria

La parietaria, una delle piante incriminate

l’organismo, essere prodotti in grande quantità da sorgenti ampiamente diffuse, possedere caratteristiche aerodinamiche tali da permettere il loro trasporto a distanza e avere, infine,  dimensioni tali da poter penetrare nelle vie aeree: 5-200 micron.

I pollini maggiormente responsabili di pollinosi sono quelli delle graminacee, urticacee (la parietaria è largamente diffusa praticamente ovunque), e composite e, infine, i pollini di alcune essenze arboree, gli alberi, quali le Betulle, il Nocciolo, l’Ontano e il Cipresso.
La cura alla patologia allergica, così come la sua diagnosi, non è così immediata. Infatti è necessario, per poter adottare la cura migliore, determinare con esattezza quale è l’allergene scatenante e per far ciò, oltre ad una visita dal proprio medico e ad una accurata anamnesi, è necessario ricorrere ad un test specifico, lo skin prick test.
Questo consiste nel posizionare sulla cute degli avambracci gocce dei vari allergeni e successivamente farne penetrare una piccola quantità praticando una piccola lesione con una lancetta monouso (lo strumento chirurgico usato per questo tipo di prove).

L’esito del test sarà positivo se dopo 15 minuti compare un pomfo cutaneo con area eritematosa circostante. Ad esso viene assegnato un numero di segni + (da uno a quattro) rispetto al diametro del pomfo di istamina(controllo positivo). Il test viene considerato attendibile solo nel caso in cui c’è una risposta negativa a un diluente inerte.
Solo dopo aver individuato l’agente scatenante sarà possibile adottare una terapia mirata e, nei casi nei quali è possibile, fare ricorso anche alla

cipressi

Essenza arborea responsabile di allergie

vaccinazione.
Per la terapia della pollinosi, così come un po’ per  tutte le altre,  si usano generalmente alcuni farmaci quali  antistaminici, cortisonici, broncodilatatori che agiscono in modo sintomatico inibendo il rilascio dei mediatori responsabili della sintomatologia allergica, interrompendo la fase infiammatoria e modificando il calibro delle vie aeree.

Come detto è possibile ricorrere anche alla vaccinazione, che vera vaccinazione poi non è,  e che si pratica somministrando a dosi crescenti l’estratto dell’allergene specifico identificato dai test fatti in precedenza, questo per indurre una tolleranza immunologica dell’individuo in modo tale che possa entrare in contatto con l’allergene senza manifestare sintomi.
La terapia immunologica che ha una durata di almeno 3-4 anni e che prevede una somministrazione mensile ha anche, come effetto aggiuntivo, la prevenzione  del naturale aggravamento della malattia allergica.
Chi soffre di pollinosi, inoltre, nel periodo dell’anno nel quale la produzione

skin prick test

Lo skin prick test

di polline raggiunge i livelli di guardia, tenendo sempre presente che per ragioni di andamento climatico i periodi critici non sono sempre gli stessi,  dovrebbe adottare delle misure preventive per evitare il contatto con i pollini.

Evitare lunghi periodi di permanenza all’aperto, evitare operazioni come il taglio dei prati o giardinaggio e se proprio necessarie proteggersi con mascherina e guanti,  evitare attività sportive all’aperto, tenere chiuse porte e finestre delle case e i finestrini delle macchine nelle ore di maggior soleggiamento, usare, se possibile, sistemi di condizionamento dell’aria con filtri HEPA, programmare le vacanze nel periodo di maggior concentrazione di pollini nell’atmosfera del luogo di residenza scegliendo luoghi in cui si prevede una bassa concentrazione degli stessi, evitare l’esposizione a fattori irritanti che possono aggravare la sintomatologia, usare occhiali da sole con coperture laterali.

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