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Abbronzatura in primavera, trucchi e consigli per un’abbronzatura perfetta

L'abbronzatura primaverile non è priva di rischi come si potrebbe credere. Il sole raggiunge la massima intensità entro il 21 giugno, per poi calare.

di Daniele Lisi

28 Aprile 2012

abbronzaturaL’abbronzatura di primavera non priva di rischi, come crede la maggior parte delle persone.  Bisogna quindi le dovute precauzioni per cercare di evitare e pericoli e al tempo stesso poter contare su di una bella abbronzatura che ci farà fare bella figura fin dal primo giorno che si scende sulla spiaggia.
Finalmente dopo il freddo e la pioggia, i primi  giorni di sole che invogliano a goderselo tutto, anche solo per scaldarsi un po’. L’abbronzatura è possibile prenderla anche nel periodo primaverile, visto che il sole di maggio è di intensità pari a quello estivo.  In questo periodo la sua forza e intensità è in un continuo crescendo, fino  raggiungere il picco a giugno, per poi cominciare a calare, dapprima lentamente e poi sempre più rapidamente.

Per cui, esporsi al sole senza le adeguate precauzioni, significa esporsi agli stessi rischi che si corrono quando ci si stende ad arrostirsi al sole sulla spiaggia, con la differenza che in primavera  l’epidermide non è ancora pronta, in quanto non è ancora riuscita a mettere in atto le sue difese che sono poi rappresentate da una abbronzatura lenta e graduale. Una volta che questa si sarà formata, è decisamente meno rischioso esporsi ai raggi del sole.
abbronzaturaColoro che pensano  di potersi preparare  con esposizioni ripetute alle lampade abbronzanti, commettono un tragico errore. Innanzi tutto è bene ricordare che le lampade solari sono pericolose per la salute e poi che l’abbronzatura da loro indotta è poco o affatto protettiva e altrettanto poco duratura, questo perché i raggi UV delle lampade sono ad alta pressione, e quindi è meglio sicuramente evitare di ricorrere a questa pratica preparatoria.

Per prendere il sole e potersi, quindi assicurare una abbronzatura perfetta e senza rischi, è bene cominciare con esposizioni minime che potranno essere incrementate  di 10-20 minuti con il passare dei giorni. Utilizzare come precauzione una crema protettiva con grado di protezione alto, + 1-30 per i fototipi chiari che si scottano con una certa frequenza, e  una media, 15-20 per i soggetti con fototipo più scuro .
Una  volta che  si sarà formata la prima abbronzatura, che se fatta con le dovute precauzioni e accortezze, sarà di buona qualità e perfettamente uniforme, si potrà allentare un poco la guardia, ma giusto un poco, un quanto la prudenza non è mai troppa.

Evitare, poi, gli orari centrali della giornata, raccomandazione che oggi anche i bambini ben conoscono, e buon sole a tutti.
Stesso discorso, poi, vale anche per la nuova frontiera dell’abbronzatura rappresentata a quella spray. Anche questa, infatti, pur procurando una colorazione pressoché perfetta, non prepara la pelle, oltre al fatto di durare lo spazio di 5-6 giorni, per cui pensare di essere protetti  grazie a quella bella colorazione biscotto, o se vogliamo cioccolato al latte, è un errore da non fare.

Vi sono poi alcuni integratori che possono rivelarsi molto utili per la riuscita dell’abbronzatura, limitando al tempo stesso i danni, ma se proprio si vuole farvi ricorso, bisogna ricordarsi che vanno assunti almeno con un mese di anticipo rispetto all’esposizione.
Si tratta, in effetti, di integratori alimentari, le così dette pillole abbronzanti,  a base di sostanze naturali quali  il betacarotene e il licopene, e di probiotici, che contribuiscono, come detto, a far si che la pelle si adatti al sole, con tutti i vantaggi che questo adattamento comporta.

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