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Alopecia, la calvizie comune

L’alopecia, o calvizie comune, è un disturbo ereditario che interessa molte persone, circa 11 milioni di italiani, praticamente quasi 1 su cinque. E’ la causa principale della perdita dei capelli ed è appunto di origine ereditaria dal momento che una parte dei capelli è programmata dalla nascita ad essere sensibile agli ...

di Daniele Lisi

03 Dicembre 2010

alopeciaL’alopecia, o calvizie comune, è un disturbo ereditario che interessa molte persone, circa 11 milioni di italiani, praticamente quasi 1 su cinque.
E’ la causa principale della perdita dei capelli ed è appunto di origine ereditaria dal momento che una parte dei capelli è programmata dalla nascita ad essere sensibile agli ormoni androgeni presenti nell’organismo a partire da un certo periodo della vita che corrisponde al periodo della pubertà.
Il diradamento dei capelli comincia tra i 15 e i 40 anni, con una incidenza rilevante, circa l’80%, per i soggetti maschi.

La causa va essenzialmente ricercata nell’assenza nel follicolo del capello dei recettori dei diidrotestosterone, DHT, un derivato del testosterone che, una volta entrato a contatto con il follicolo lo miniaturizza portandolo, col tempo, alla completa atrofia e quindi al blocco dell’attività produttiva. E come se non bastasse, il DHT determina una reazione autoimmune del follicolo che viene riconosciuto come un corpo estraneo dal sistema immunitario e, quindi, espulso. Da qui, praticamente, la caduta dei capelli.
Oltre all’indebolimento del follicolo pilifero dovuto al DHT, anche altri fattori entrano in gioco per determinare la caduta dei capelli e molti sono la diretta conseguenza di alcuni comportamenti  sbagliati o da fattori esterni.
L’inquinamento atmosferico, l’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti anche quelli dei centri abbronzanti, il fumo, una dieta sbagliata e non equilibrata e l’uso di prodotto detergenti  del  capello troppo aggressivi.
In particolar modo vanno evitate tutte quelle abitudini, soprattutto alimentari, che possono causare un aumento del testosterone, responsabile dell’indebolimento del follicolo pilifero.

Bisogna tener conto che il ciclo vitale del capello si divide in tre fasi ben distinte: anagen (nascita e crescita), catagen (quiescenza) e telogen (caduta).

nuca

La zona della nuca, zona donatrice

Il ritmo di queste fasi, oltre a variare significativamente da individuo a individuo, subisce anche l’influenza  del ciclo delle stagioni. Di norma, ciascun individuo perde dai 50 ai 100 capelli al giorno e, quando questo numero diventa maggiore, solitamente sono intervenute  altre cause esterne quali influenza ambientale, invecchiamento, stress, fumo, raggi ultravioletti, ereditarietà e, non ultimo, effetti particolari di un’altra patologia.
Quando si innesca il processo di miniaturizzazione del follicolo pilifero, questi diventano sempre più piccoli, quindi i capelli generati sono più sottili e sembrano sempre meno numerosi. Inoltre la produzione di pigmento diminuisce sensibilmente, tanto da dare l’impressione di mancanza di capelli che in realtà ci sono. Questo processo genera prurito e infiammazioni locali del cuoio capelluto e, ormai, la morte del follicolo è vicina. Per un breve periodo continuerà ancora a produrre  dei capelli sottili come quelli dei neonati finché l’attività cesserà del tutto. Questa fase ha una durata di circa un paio d’anni ma, se si vuole tentare di salvare il salvabile, non bisogna aspettare, ma occorre iniziare subito la terapia.

La soluzione disponibile oggi per rinfoltimento delle zone interessate da alopecia androgenetica è l’autotrapianto. Con questa tecnica è possibile prelevare i capelli dalla nuca del soggetto , perché in quella zona i capelli sono geneticamente programmati per essere insensibili ai fattori che determinano le calvizie e mantengono questa caratteristica anche se vengono trapiantati in una  zona diversa qualunque.

trapianto

Trapianto

La tecnica correntemente usata è detta Slot Grafting che consiste nella rimozione di migliaia di microscopiche linee di cuoio capelluto privo di capelli al cui posto vanno inserite altrettante unità follicolari.
L’intervento si effettua in anestesia locale e, di norma, non richiede degenza tranne nei casi in cui il trapianto interessi un  vasta area e quindi l’anestesia debba essere di più lunga durata.

In questo caso, e solo a scopo precauzionale, è meglio che il paziente resti in degenza per almeno una notte.
Una nuova tecnica, meno invasiva è la FUE che consiste nel rimuovere le unità follicolari (FU) a una a una, direttamente dal  cuoio capelluto e con potenti mezzi di ingrandimento. Questa tecnica richiede un intervento molto più lungo in quanto per ogni bulbo da trapiantare è necessario fare una microincisione con relativa inserzione. Considerando che, di media, se ne devono fare almeno 1500, un rapido calcolo porta ad una durate dell’intervento di almeno 10-12 ore.
Esteticamente è sicuramente migliore ma praticamente è il meno raccomandato.

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