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Morbo di Parkinson, le cause

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il morbo di Parkinson è un disturbo neurologico del sistema nervoso centrale causato da una carenza di dopamina, il neurotrasmettitore che regola  la gestione dei movimento e senza il quale questo controllo diviene praticamente impossibile.  La progressiva riduzione  della produzione di dopamina è dovuta alla morte ...

di Daniele Lisi

10 Marzo 2012





parkinsonIl morbo di Parkinson è un disturbo neurologico del sistema nervoso centrale causato da una carenza di dopamina, il neurotrasmettitore che regola  la gestione dei movimento e senza il quale questo controllo diviene praticamente impossibile.  La progressiva riduzione  della produzione di dopamina è dovuta alla morte prematura dei neuroni, le cellule nervose  allocate nella così detta sostanza nera, una piccola zona del cervello deputata alla gestione dei movimenti grazie alla dopamina.
E’  evidente che, con una produzione ridotta di dopamina, il controllo dei movimenti diviene via via sempre più difficile, fino a risultare del tutto compromesso. Il morbo di Parkinson è una malattia degenerativa progressiva, che colpisce in Italia 300.000 soggetti,  senza una netta predilezione di sesso, mentre invece è più frequente nell’età avanzata. Tuttavia, il concetto che si tratti di una malattia della vecchiaia è  ormai superato dal fatto che sempre più di frequente si assiste ad un abbassamento della soglia d’età di esordio della malattia tanto che un 25% dei pazienti ha meno di 50 anni e il 10% meno di quaranta. Che si possa presentare ancora prima è molto raro, tuttavia è possibile che una evenienza del genere possa verificarsi.

Le cause che possono determinare l’insorgenza del Parkinson sono ancora poco note, anche se vi sono diversi indirizzi di studio che hanno comunque individuato una serie di possibili cause scatenanti, si potrebbe dire.
Innanzi tutto in campo biologico si ritiene che la morte dei neuroni che determina quindi una ridotta produzione di dopamina, sia dovuta ad un processo apoptotico, ovvero la morte cellulare, che in effetti sarebbe programmata male, molto prima di quella che dovrebbe essere effettivamente. In secondo luogo si ritiene che i così detti Corpi di Lewy, sostanze fibrose particolarmente dannose, si depositino nella sostanza nera con un conseguente danno funzionale.  Anche i radicali liberi sembra che possano avere un ruolo determinante nell’innescare il morbo di Parkinson, ragion di più per dedicare maggiore attenzione alle proprie abitudini alimentari.



parkinsonIn campo genetico, recenti ricerche hanno individuato una serie di geni che potrebbero essere responsabili della malattia. Tra questi, il gene parkina che potrebbe essere il responsabile delle rare forme di Parkinson giovanile, mentre il gene Tau sarebbe il responsabile delle forme tradizionali, quelle che si sviluppano in età avanzata.
Infine, anche alcune cause ambientali potrebbero essere responsabili dell’insorgere del Parkinson, e tra queste quella che è ormai nota da tempo, è il virus influenzale che  favorirebbe la formazione di quei corpi di Lewy citati in precedenza, in grado di creare danni nella sostanza nera. Una ragione in più per prendere in maggior considerazione la vaccinazione antinfluenzale. Infine, anche l’esposizione ad alcune sostanze chimiche usate in agricoltura come i pesticidi ed erbicidi che sarebbero responsabili di un aumento del rischio anche del 60-70% di contrarre il Parkinson.

Fin qui le cause note e ipotizzate, ma la ricerca in questo campo è particolarmente attiva, per cui è possibile  che si possano portare alla luce anche altre cause in grado di  innescare la malattia.
Riconoscere i primi segni della malattia è importante, in quanto una diagnosi precoce o quanto meno tempestiva  permettere di iniziare il trattamento  in modo da rallentare il più possibile l’inesorabile degenerazione del Parkinson.
Alcuni sintomi, soprattutto quelli iniziali, possono essere  sfumati e quindi non essere tali da destare allarme nel paziente.

apoptosiUna sensazione di debolezza generalizzata e una certa difficoltà ad iniziare dei movimenti potrebbero essere dei campanelli  d’allarme da non sottovalutare. Spesso purtroppo, pur sospettando che ci possa essere  qualcosa che non va, chi se ne accorge  tende a non pensarci, per paura di avere una diagnosi di Parkinson, e spera quindi che questi sintomi passino con il tempo. Errore gravissimo, in quanto solo un approccio terapeutico tempestivo è in grado di dare i migliori risultati. I sintomi più evidenti sono il tremore a riposo,  rigidità, lentezza nei movimenti, andatura non corretta e disturbi dell’equilibrio.

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