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Sclerosi multipla, i sintomi

La sclerosi multipla è una delle malattie gravi del sistema nervoso centrale, SNC,  abbastanza diffusa, che colpisce tre milioni di persone nel mondo, 50.000 nel nostro Paese. La prevalenza è nettamente femminile, 2-1 e l’esordio può avvenire in un momento qualunque della vita, ma generalmente tra i 20 e i ...

di Daniele Lisi

08 Marzo 2012

SclerosiLa sclerosi multipla è una delle malattie gravi del sistema nervoso centrale, SNC,  abbastanza diffusa, che colpisce tre milioni di persone nel mondo, 50.000 nel nostro Paese. La prevalenza è nettamente femminile, 2-1 e l’esordio può avvenire in un momento qualunque della vita, ma generalmente tra i 20 e i 30 anni, anche se si può presentare in età più avanzata, difficilmente oltre i 50 anni. Si tratta, quindi, di una malattia giovanile, che è caratterizzata da un decorso abbastanza variabile, quindi diverso in buona sostanza da soggetto a soggetto, cronica e in molti casi invalidante.

La sclerosi multipla è una malattia che colpisce la mielina, la guaina che protegge le fibre nervose, danneggiandola e determinando la formazione  di cicatrici che ostacolano o, in alcuni casi, impediscono  la normale trasmissione degli impulsi nervosi. Tanto più  severa è  la presenza di tali cicatrici, maggiormente significativa e invalidante  sarà la malattia, in quanto si avrà difficoltà a compiere anche le azioni più semplici come il camminare, leggere, parlare, adoperare oggetti,  anche quelli di normali utilizzo come le posate. Ovviamente, questo avviene nei casi più severi, mentre altri possono avere un decorso  meno significativo.

L’origine della malattia è ancora sconosciuta anche se esistono diverse ipotesi al riguardo. Una cosa che comunque sembra  accomunare un po’ tutte le teorie è una predisposizione  genetica anche  se, con molta probabilità non tutti i soggetti predisposti svilupperanno la malattia. In sostanza, si ritiene che debba  esistere la corresponsabilità di una causa scatenante, che potrebbe anche essere di origine virale.
risonanzaLe prime avvisaglie, come del resto accade per l’evoluzione  stessa della  sclerosi multipla non sono univoche  ma possono differire da soggetto a soggetto. Quindi può presentarsi  in vario modo sia come tipologia dei sintomi, sia per quanto riguarda la  frequenza con cui essi compaiono a partire da  debolezza muscolare, formicolii, disturbi della vista, intorpidimenti,  tutti segni tipici dell’insorgenza della Sclerosi multipla e, oltre tutto, queste avvisaglie, chiamiamole così,  possono anche essere temporanee e quindi scomparire, per poi ripresentarsi  in un altro momento successivo, anche a distanza di tempo.

Come detto in precedenza, anche l’evoluzione può essere variabile e quindi differire sostanzialmente da soggetto a soggetto, per cui le successive ricadute possono fare la loro comparsa anche  dopo intervalli di tempo più o meno lunghi, mentre  i sintomi possono essere diversi  da quelli presentatisi la prima volta  oppure simili, ma con intensità diversa  come diversa è anche la velocità con cui la malattia continua il suo corso. Alcuni pazienti  colpiti da sclerosi multipla non presentano un  accumulate disabilità, mentre in altri, i più sfortunati, dopo diversi anni di  una lenta  e continua progressione, l’inabilità diventa tale da richiedere il ricorso alla sedia a rotelle.

La diagnosi della sclerosi multipla è in sostanza una diagnosi clinica, ma per avere un più accurato controllo dello stato della malattia e, in particolare, per poterla in un certo senso individuare tempestivamente, è  necessario ricorrere a degli esami strumentali. La risonanza magnetica è l’esame di riferimento, anche perché consente, come detto in precedenza, una diagnosi precoce e permette anche di avere, nel  tempo, una chiara visione  e controllo dell’andamento della malattia.
La forma di Sclerosi multipla più frequente è quella recidivante-rimettente, ovvero  è caratterizzata da un’alternanza di ricadute e guarigioni, o pseudo tali, nel senso che la sintomatologia è completamente attenuata, anche se la malattia è sempre presente.

disabilitaIn sostanza, durante la fase di remissione, si attiva un processo di rimielinizzazione, ovvero la mielina viene a ricostituirsi, ma a lungo andare, soprattutto se tra una fase  e l’altra intercorre un  breve lasso di tempo, questo processo tende a non avere più il suo effetto.
La terapia più recente si basa sull’interferone, del quale esistono tre versioni: due sono beta1a e uno è beta1b. Essi hanno una particolare efficacia sulla frequenza delle ricadute cliniche, riducendo significativamente le lesioni alla mielina.  I migliori risultati si ottengono  utilizzando delle dosi maggiori e più frequenti e, in ogni caso, gli effetti collaterali  sono limitati seguendo correttamente la somministrazione consigliata dal medico.



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