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Tallonite da corsa, quali sono le cause?

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La tallonite, una sindrome dolorosa che interessa il tallone, che altro non è che la parte inferiore del calcagno. Si può manifestare  in vari modi e le cause possono essere molteplici, la sola cosa in comune tra tutte resta, comunque, il fatto che il calcagno è ...

di Daniele Lisi

03 Marzo 2012





scarpe da corsaLa tallonite, una sindrome dolorosa che interessa il tallone, che altro non è che la parte inferiore del calcagno. Si può manifestare  in vari modi e le cause possono essere molteplici, la sola cosa in comune tra tutte resta, comunque, il fatto che il calcagno è la parte del piede  che in svariate circostanze, soprattutto nel camminare e in alcune pratiche sportive specifiche, che sopporta tutto il peso del corpo. Se poi questo, per motivi di sovrappeso o peggio di obesità, dovesse essere eccessivo, i problemi si possono presentare anche solo camminando, e non necessariamente facendo altre attività.
Tra quelle che più frequentemente possono dare questo problema vi sono la corsa, la marcia, il calcio, il basket e la pallavolo, tutte attività che evidentemente impegnano in modo particolare il calcagno e i muscoli e tendini ad esso collegati.

Ovviamente, da sole queste attività particolarmente impegnative, non producono di questi problemi, bensì  è necessario che si verifichino anche altre circostanze concomitanti tali da scatenare una tallonite.
Prendiamo, per esempio, la corsa. Di per sé, questa pratica non determina dei Abebe Bikilaproblemi al calcagno, tuttavia questi si possono presentare se non si rispettano delle regole  di base che stabiliscono le modalità dell’allenamento o della corsa stessa. La prima, si potrebbe dire, è quella di utilizzare delle scarpe adatte, fatte apposta per la corsa, che proteggono adeguatamente il piede in tutti i suoi movimenti e le sue torsioni e tensioni. Tuttavia, secondo una teoria abbastanza recente, il modo migliore di correre sarebbe  a piedi nudi, senza scarpe, come del resto la natura ci ha messo in condizioni di correre dall’alba della civiltà, o meglio, dell’uomo.



Ma come, si potrebbe obiettare, correre sul lungo Tevere a piedi nudi, è come potrebbe essere possibile. Ovviamente, non sul lungo Tevere e tanto meno lungo i Navigli o altro posto analogo. L’abitudine a camminare scalzi l’abbiamo persa dall’età di 2-3 anni, ma si camminava scalzi in casa, semmai sul tappeto, senza il rischio di incappare in qualche cicca di sigaretta ancora accesa o in una pietruzza appuntita o altro ancora. La pianta del piede di un uomo qualunque, non è più in grado di sopportare le asperità del suolo, dell’asfalto o del cemento, ma potrebbe tranquillamente trovarsi a suo agio sulla sabbia, sulla battigia, abbastanza cedevole da non fare male al piede ma abbastanza consistente da ridurre la fatica.
Del resto, ricordiamo tutti Abebe Bikila, il maratoneta etiope, medaglia d’oro ai Giochi di Montreal 1976 e a quelli di Mosca 1980, che fece il suo esordi nella maratona di Roma, vincendola correndo scalzo.

Certo, la sua abitudine a correre così, lo aveva messo nelle condizioni di affrontare il percorso regolarmente senza scarpe, ma certamente è una cosa che un moderno atleta dilettante metropolitano non è in grado di fare.
Quindi, scartando l’ipotesi di correre scalzi, cosa che potrebbero fare solo coloro che si trovano nelle vicinanze di lunghe spiagge bianche, bisogna dotarsi di scarpe adatte, quelle appositamente create allo scopo, e fare attenzione al loro stato di usura,  in modo da cambiarle per tempo all’occorrenza.  Inoltre, sia per chi si avvicina alla corsa per la prima volta nella sua esistenza, sia per coloro che già la praticano da un certo periodo di correre sulla spiaggiatempo, è fondamentale non chiedere mai troppo al proprio organismo, quindi restare sempre nei limiti delle proprie performance, senza spingere oltre.

E’ possibile farlo solo quando si è certi di potersi migliorare senza eccessivo sforzo, ma solo in  quella circostanza. Altra precauzione da adottare sono gli esercizi di riscaldamento da fare prima di impegnarsi nella corsa, riscaldamento che può anche essere rappresentato da una corsa leggera per i primi minuti, per poi incrementare il ritmo gradualmente, fino ad arrivare alla propria velocità di crociera.
Del resto, in questo, il più delle volte è sufficiente un po’ di buon senso, null’altro.

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