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Come scegliere la biobanca per la conservazione del cordone ombelicale

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Decidere di conservare le cellule staminali del cordone ombelicale è un atto importante per la salute di tutta la famiglia. Per questo la scelta della struttura cui appoggiarsi è fondamentale. Sempre più spesso si sente parlare di conservazione cordone ombelicale. Ma cosa significa davvero? E come avviene ...

di Redazione TuttaSalute.net

12 Febbraio 2012





biobanca staminaliDecidere di conservare le cellule staminali del cordone ombelicale è un atto importante per la salute di tutta la famiglia. Per questo la scelta della struttura cui appoggiarsi è fondamentale.

Sempre più spesso si sente parlare di conservazione cordone ombelicale. Ma cosa significa davvero? E come avviene nella pratica? Al momento della nascita, il sangue cordonale contenente le cellule staminali viene prelevato con procedure sicure, senza alcun tipo di rischio per mamma e bambino.

Questo sangue viene in seguito sottoposto a specifiche analisi di laboratorio per verificare la vitalità e quindi la conservabilità delle cellule. In un momento successivo, dopo l’eventuale eliminazione del plasma o dei globuli rossi, inizia la vera e propria fase di conservazione, chiamata crioconservazione, che consiste nel “congelamento” delle cellule, che vengono poste in particolati biocontainers e mantenute a una temperatura di -196°C.

conservazione cordone ombelicaleQuesto processo permette alle staminali del cordone di mantenersi vitali e di mantenere le loro importanti capacità per oltre 20 anni[1].



In sostanza, la conservazione del cordone ombelicale è un processo che richiede, oltre a competenze e strutture specializzate, una particolare attenzione. Soprattutto se si pensa che il sangue cordonale non si rigenera e può essere prelevato soltanto una volta nella vita. Per questo è molto importante la scelta della biobanca cui affidare il “piccolo tesoro” del proprio figlio.

Le biobanche ben organizzate registrano ogni campione conservato in un database, in modo che nel momento di bisogno il campione sia immediatamente rintracciabile e quindi pronto per essere utilizzato, minimizzando i tempi di attesa. Inoltre, I biocontainers dedicati alla conservazione sono dotati di un sistema di allarme in grado di monitorare costantemente la temperatura, la cui variazione può mettere a repentaglio il processo conservativo delle staminali. Appurata l’importanza della struttura cui affidare il nostro patrimonio genetico, come riconoscere una biobanca davvero di qualità?

Per scegliere una struttura sicura ed efficiente esistono dei parametri grazie ai quali è possibile verificare la qualità della biobanca, l’attenzione data al cliente e alla sua tutela, la completezza e l’efficienza dei servizi offerti.

staminali del cordonePer quanto riguarda i criteri di qualità, per esempio, numero di trapianti effettuati e quantità di campioni conservati sono indice di solidità di una struttura e di un corretto svolgimento delle procedure di conservazione. Solo campioni conservati correttamente possono essere trapiantati. É inoltre molto importante che una biobanca possegga certificazioni di qualità e, una delle più importanti, è la certificazione GMP (Good Manufacturing Practice) Una biobanca di qualità, inoltre, si occupa anche di tutelare i suoi clienti.

Una struttura che offre un contratto di diritto italiano e coperture assicurative create ad hoc, garantendo la crioconservazione del campione anche in caso di sua insolvenza, è da ritenersi certamente valida e affidabile. Servizi di supporto al cliente come assistenza domiciliare per l’espletamento delle pratiche burocratiche, servizio continuo 24/24 ore tutti i giorni dell’anno, infine, sono ulteriori requisiti da verificare durante la scelta di una struttura eccellente.

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

 

Note

1. Broxmeyer HE: Cord blood hematopoietic stem cell transplantation In StemBook Community TSCR, Ed., May 26, 2010

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