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La dieta tisanoreica

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La dieta tisanoreica è un regime alimentare che rientra a pieno titolo nel gruppo delle diete iperproteiche caratterizzate da un apporto particolarmente elevato di proteine e lipidi, mentre invece è decisamente basso, se non del tutto assente, l’apporto di glicidi. Tale dieta, che deve essere praticata direttamente ...

di Daniele Lisi

03 Febbraio 2012





dieta tisanoreicaLa dieta tisanoreica è un regime alimentare che rientra a pieno titolo nel gruppo delle diete iperproteiche caratterizzate da un apporto particolarmente elevato di proteine e lipidi, mentre invece è decisamente basso, se non del tutto assente, l’apporto di glicidi.
Tale dieta, che deve essere praticata direttamente sotto controllo medico,  viene praticata in due fasi successive di 20 giorni ciascuna, e tassativamente non più lunghe, la prima delle quali è la dieta per così dire d’attacco, mentre la seconda è quella di stabilizzazione.

Si basa, in sostanza, sul principio che la carenza o anche la completa assenza di carboidrati nella dieta impedisce la trasformazione dei lipidi alimentari in grassi di deposito, cosa oggettivamente da non sottovalutare e al tempo stesso che la metabolizzazione delle proteine da parte dell’organismo  richiede un 30% in più di energia rispetto a quella che solitamente è necessaria  per metabolizzare glicidi e lipidi, energia che viene pescata, per così dire, dalle riserve di grasso e non dalla massa muscolare.
Il fatto che una dieta iperproteica riesca a far ottenere dei dimagrimenti in tempi rapidi, non è certo una scoperta recente, resta tuttavia da risolvere il problema del mantenimento a lungo termine dei risultati raggiunti dal momento che la sola fase di assestamento non risolve il problema.

dietaMa vediamo nello specifico l’andamento delle due fasi della dieta Tisanoreica. Nella prima fase,  quella intensiva che ricordiamo è solo di 20 giorni al massimo,  è possibile mangiare carne, uova e pesce una volta al giorno, mentre gli altri pasti sono pietanze pronte (PAT-porzione alimentare tisanoreica),  da assumere quattro volte nell’arco della giornata. In questa fase, la dieta costringe in un certo modo l’organismo alla chetogenesi, ovvero a prelevare per le sue necessità energetiche i glucidi dal tessuto adiposo anziché dal tessuto muscolare, per cui il peso perso sarà riconducibile alla massa grassa, con tutti gli evidenti benefici del caso. Le pietanze pronte sono costituite da proteine vegetali  e proteine animali e vengono arricchite con una miscela di fitoestratti noto come Attivatore Tisanoreica che a loro volta vengono preparati con il metodo della Decottopia, un metodo di estrazione e mantenimento dei principi attivi di una decina di  piante.



Terminata la fase intensiva, si passa alla fase di stabilizzazione che prevede l’assunzione quotidiana di  due pietanze pronte Tisanoreica e la reintroduzione progressiva  di carboidrati complessi come pane e pasta, evitando però  patate, verdure e verdure colorate.
La dieta tisanoreica  è stata sottoposta ad uno studio  presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Padova, studio che ha visto coinvolti solo 30 soggetti in totale, suddivisi in tre gruppi random, ciascuno osservante una dieta diversa. Il gruppo che seguiva la dieta Tisanoreica ha fatto registrare la percentuale di abbandono della dieta più basso, solo il 20%. Si tratta, comunque, di uno studio troppo limitato per essere performante e tutta lascia pensare che si possa essere trattato di una operazione di marketing ben congegnata, più che una sperimentazione vera e propria.

Lascia altresì perplessi il fatto che questa dieta abbia numerose controindicazioni e  sia sconsigliata a un buon numero di soggetti, in particolare, a chi è già troppo magro, ma questo potrebbe sembrare ovvio,  ai soggetti diabetici insulino-dipendente,  a chi soffre di insufficienza renale o epatica, a chi ha sofferto di problemi cardiaci da poco tempo,  alle donne in gravidanza.
PatUna delle caratteristiche principali cui deve rispondere una dieta alimentare è quella della sostenibilità nel lungo periodo e  della praticabilità da parte di una vastissima platea di soggetti. Inoltre, è noto che è molto più facile mantenere nel tempo ciò che si è perso gradualmente, piuttosto che in tempi brevi, visto che questa dieta promette perdite di peso anche di 10-12 kg, nel  periodo dei 20 giorni della fase intensiva. Inoltre tali regimi alimentari sono caratterizzati da particolari estremismi, fatto  che li rendono praticamente improponibili alla maggior parte dei soggetti.

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