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Insonnia: incrementa il rischio di diabete di tipo 2 e problemi cardiaci

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); L’insonnia, lo sappiamo bene, è quel deficit quantitativo di sonno, ovvero il dormire per un tempo non ragionevole o il non dormire affatto, ma  anche a quel deficit qualitativo, cioè il dormire male, in maniera non riposante. Coloro che ne soffrono di solito lamentano di non essere ...

di Daniela Bella

30 Gennaio 2012





L’insonnia, lo sappiamo bene, è quel deficit quantitativo di sonno, ovvero il dormire per un tempo non ragionevole o il non dormire affatto, ma  anche a quel deficit qualitativo, cioè il dormire male, in maniera non riposante.

Coloro che ne soffrono di solito lamentano di non essere in grado di dormire che per pochi minuti alla volta o di agitarsi nel letto durante la notte, il che non aiuta affatto a dormire e tende a tenerci più svegli, portandoci poi al nervoso.

Ebbene, in tutto ciò dobbiamo aggiungere che l’insonnia e i disturbi del sonno possono incrementare di sei volte il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e problemi cardiaci.



A dimostrarlo è stato uno studio condotto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra, diretto dal Philippe Froguel e pubblicato sulla rivista “Nature Genetics“.

Dopo aver esaminato i comportamenti di 20mila persone, gli esperti hanno scoperto che la colpa sarebbe di una proteina difettosa, la Mt2, che interrompe il nostro ritmo giornaliero sonno-veglia, variando anche quello del rilascio dell’insulina.

Conseguenza di ciò è un controllo anomalo dello zucchero nel sangue e a un conseguente maggiore rischio di sviluppare il diabete di tipo due.

Il professor Philippe Froguel ha spiegato:

«Il controllo dello zucchero del sangue è uno dei molti processi regolati da orologio biologico del corpo. Questo studio ci fa comprendere meglio come il gene che ha con sè un componente chiave per questo orologio possa influenzare il rischio di diabete…»

I risultati di questo studio, inoltre, potrebbero contribuire a spiegare anche una ricerca precedente, che ha mostrato come i lavoratori dei turni di notte siano inclini a sviluppare diabete di tipo 2 e malattie cardiache.

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