Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Anoressia nervosa, inconsciamente pericolosa e autodistruttiva

L’anoressia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da una ossessiva, inesorabile, pericolosa e autodistruttiva ricerca della magrezza. Il termine anoressia viene, comunque, usato in maniera impropria in quanto significa assenza dello stimolo della fame, mentre in effetti nei soggetti anoressici lo stimolo è “colpevolmente” presente, ma vengono  adottate e ...

di Daniele Lisi

27 Novembre 2010

anoressiaL’anoressia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da una ossessiva, inesorabile, pericolosa e autodistruttiva ricerca della magrezza.
Il termine anoressia viene, comunque, usato in maniera impropria in quanto significa assenza dello stimolo della fame, mentre in effetti nei soggetti anoressici lo stimolo è “colpevolmente” presente, ma vengono  adottate e ricercate sempre nuove  misure estreme per contrastarlo.
Fortunatamente piuttosto rara, colpisce infatti meno del 5% della popolazione, interessa principalmente le donne, 95% dei casi, anche se negli ultimi anni si sta assistendo ad un crescente numero di soggetti maschi interessati dal disturbo.

L’esordio della patologia, perché di vera e propria patologia si tratta, avviene in genere già  in età adolescenziale e se pur non se ne conoscono  le origini, sono ben noti invece i fattori predisponenti.
Tra questi un posto preminente occupano il condizionamento culturale e l’estrazione sociale.
La paura e la repulsione per l’obesità sono uno dei fattori scatenanti tant’è che spesso si vedono ragazze in età adolescenziale che già praticano una dieta ed hanno un ossessivo controllo del peso. Queste diete che il più delle volte sono del tutto “fai da te” o dall’amica, sono quasi sempre sbilanciate il cui unico effetto è quello di creare danni e non di controllare correttamente il peso.

La ricerca ossessiva e continua di informazioni riguardanti il controllo del peso, la sperimentazione incosciente di diete trovate in giro su riviste assolutamente non specializzate e il conseguente salto del pasto, digiuno o il fumare di più per far passare l’appetito, sono tra i responsabili di un progressivo peggioramento della situazione.
Comportamenti di questo tipo sono il più delle volte predittivi della patologia che ha quindi, in questi soggetti, maggiore probabilità di presentarsi.

Anoressia

Anoressia grave

Molti pazienti appartengono ad un livello socio-culturale elevato e pur essendo intelligenti diventano meticolosi e compulsivi e mettono in atto, inconsapevolmente, un perverso meccanismo autodistruttivo che è molto difficile arrestare, una volta che si è consolidato.

Chi pratica professioni dove esiste una particolare pressione motivazionale verso l’essere magri ha molte più probabilità di sviluppare l’anoressia durante il corso della propria vita.
Chi soffre di questo disturbo ha un’alterata percezione e rappresentazione del proprio corpo: una persona si vede e si percepisce, infatti, come terribilmente in soprappeso anche se è oggettivamente denutrita e drammaticamente magra.
Un punto fondamentale da capire è che nella quasi totalità dei casi la persona rifiuta la definizione di malata. Lei non ha una malattia, ma ha semplicemente deciso di essere così com’è. Ed è per questo che si parla di immagine corporea distorta, si ha praticamente una alterata percezione della realtà.

Uno studio effettuato presso  L’University of Pittsburgh ha evidenziato come nei soggetti che soffrono di anoressia si sia riscontrata una iperattività dei recettori dopaminergici e questo indipendentemente da fattori quali età, peso, tempo trascorso dalla fase acuta della malattia.
Questa anomalia concorda con alcuni sintomi tipici dell’anoressia quali l‘incapacità di provare appagamento nel cibo e di avvertire la minaccia che grava sulla propria salute a causa dei digiuni ripetuti e, di contro, l’incapacità di provare piacere e soddisfazione in presenza di situazioni che invece nelle altre persone generano stimoli positivi.
L’anoressia nervosa può essere di due tipi: lieve e transitoria oppure grave e di lunga durata. La maggior parte dei pazienti, già magri di per se, è  ossessivamente preoccupata per il peso corporeo e limita l’assunzione del cibo, anche se sopravviene il deperimento.

vomito

Auto indizione del vomito

Il paziente anoressico ha appetito come tutte le persone normali, ma mette in atto tutta una serie di misure, anche estreme e pericolose, per cercare di tenerlo sotto controllo, o meglio, per contrastarlo. Quindi studiano  ossessivamente le diete e calcolano in maniera  certosina le calorie,  accumulano, nascondono e gettano il cibo, e un po’ per appagamento della fame e un po’ per nascondere il loro problema agli altri si dedicano alla preparazione di elaborate pietanze che non toccheranno mai ma che propineranno ad altri.
I soggetti anoressici, inoltre, sono spesso manipolativi delle proprie azioni mentendo sull’assunzione di cibo e sui comportamenti tenuti di nascosto, come l’auto induzione del vomito. Arrivano al punto di usare diuretici e lassativi, ovviamente sempre mantenendo nascosto il loro comportamento,    nel caso in cui coesistano bulimia e anoressia, e questo per contrastare la mangiata fatta precedentemente e non accettata dalla parte anoressica che è in loro.

Tra i sintomi puramente fisici  e non comportamentali vi sono stipsi, meteorismo, bradicardia (ritmo cardiaco più baso del normale), ipotermia, lanugine, irsutismo (presenza di peli duri e grossolani, estesi in sedi tipiche del maschio), edema.

bilancia

Controllo ossessivo del peso

La persona anoressica presenta marcati squilibri elettrochimici e un basso livello di fosfati, che portano a disturbi cardiaci, debolezza muscolare, malfunzionamento del sistema immunitario, sviluppo dell’osteoporosi, dato che una nutrizione inadeguata provoca un ritardo della crescita delle strutture ossee essenziali e una bassa mineralizzazione.
L’insufficiente apporto alimentare dell’anoressica è una forma di auto-lesionismo permanente e progressivo che spesso è associato anche a forme di ansia e depressione.
Praticamente nei pazienti che soffrono di anoressia nervosa ogni sistema d’organo principale risulterà seriamente compromesso, un altro passo verso la propria autodistruzione.

Diagnosticare   l’anoressia nervosa potrebbe essere  disagevole proprio per la riluttanza, o meglio, per la determinazione del soggetto a non mostrare il suo problema che continuerà sempre e comunque a negare. E proprio la negazione, in presenza di oggettivi riscontri fisici, è alla base della diagnosi.

modella

Alcune professioni sono predisponenti all'anoressia

Generalmente il soggetto viene condotto dal medico dai famigliari, oppure a causa di altre malattie concomitanti.  L’anoressia  a quel punto è resa evidente, nonostante la reticenza del  soggetto colpito,  da una serie di fattori quali la perdita di oltre il 15% del proprio peso in un soggetto, soprattutto se giovane, che teme ossessivamente l’obesità, presenta amenorrea (mancanza del ciclo mestruale), e per il resto sembra di non soffrire di altre patologie e, quindi, di stare abbastanza bene.
La chiave di lettura, per il medico, è proprio quella di far emergere, nel paziente, la sua ossessiva paura di ingrassare. Questa paura, inserita nel contesto generale dello stato del paziente, potrà confermare la diagnosi.
Del resto, molto difficilmente altre patologie gravi potranno essere scambiate per anoressia.

Curare l’anoressia non è facile ma nemmeno impossibile. A meno che non si giunga ad uno stato di dimagrimento tale da richiedere l’intervento in una struttura ospedaliera, questo quando si arriva ad avere un peso del 75% inferiore al peso forma,  la terapia è essenzialmente psicologica. Va da se che va abbinata una dieta adeguata per far “riprendere”  il peso corretto, ma questa va attuata con tutte le cautele del caso per evitare che il soggetto, che giù si sottopone malvolentieri alla terapia e alla dieta, possa trarre dal vedersi ingrassare nuovo impulso perso i comportamenti autodistruttivi precedenti.
Pertanto, oltre alla figura dello psicologo, un ruolo importante rivestirà la famiglia nella cura dell’anoressico.  E’ importante capire che l’anoressico impara ad affezionarsi al suo stato, ci si trova benissimo, anche se è esattamente l’opposto, e quindi è necessario che chi gli sta vicino non faccia mai riferimento ai miglioramenti oggettivi che si manifesteranno durante la cura. Dire “stai neglio” o “finalmente stai riprendendo peso” potrebbe scatenare una nuova repulsione verso se stessi, verso la perdita di controllo del proprio corpo che potrebbe vanificare i miglioramenti fin li raggiunti.

metro

Controllo del proprio corpo

L’anoressico è un soggetto intelligente, sensibile, fin troppo sensibile, e quindi la cosa fondamentale sarà quella di non ferire la sua persona in nessun modo.
Alcuni genitori, fin troppo preoccupati, credono che la classica “terapia d’urto” sia la più indicata, ma commetterebbero un gravissimo errore se lo facessero.
Per curare l’anoressia bisognerà avere pazienza, accettare con serenità le difficoltà che non finiranno quasi mai, saper cogliere i momenti di crisi e di difficoltà del soggetto sottoposto alla terapia, essere vigili ma non invadenti e ossessivi, portare avanti un colloquio continuo con il medico psicologo del soggetto per sapere sempre cosa fare in ogni momento e poi, e non ultimo, tanto, ma proprio tanto amore.

Leggi anche

Seguici