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Fitoterapia, cos’è?

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La fitoterapia (a volte anche impropriamente definita fitomedicina) rappresenta in assoluto la prima forma di medicina utilizzata dall’uomo. Dal greco phyton (pianta) e therapeia (cura), possiamo dire che, nello specifico, la fitoterapia, è quella pratica terapeutica umana comune a tutte le culture e le popolazioni sin ...

di Daniela Bella

20 Gennaio 2012





La fitoterapia (a volte anche impropriamente definita fitomedicina) rappresenta in assoluto la prima forma di medicina utilizzata dall’uomo.

Dal greco phyton (pianta) e therapeia (cura), possiamo dire che, nello specifico, la fitoterapia, è quella pratica terapeutica umana comune a tutte le culture e le popolazioni sin dalla preistoria, che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere.

Data l’antichità di questa pratica, che con tutta probabilità rappresenta il primo esempio di pratica terapeutica umana, e data la sua generalizzata distribuzione geografica, è impossibile dare una descrizione di essa in termini di un sistema terapeutico specifico (come ad esempio è possibile fare per l’omeopatia).

Piuttosto è sensato dire che l’utilizzo terapeutico delle piante si ritrova in tutti i sistemi terapeutici umani, da quelli più antichi e basati su osservazione ed empirismo, a quelli più sofisticati e con livelli di complessità teorica elevata, fino alla moderna biomedicina.



La fitoterapia è considerata una medicina alternativa o complementare nella maggior parte degli stati membri dell’Unione Europea e negli Stati Uniti, anche se alcune piante e soprattutto alcune frazioni di pianta sono riconosciute e utilizzate anche dalla medicina scientifica tradizionale. Dunque la fitoterapia, oggi, è considerata a tutti gli effetti facente parte della medicina ufficiale.

La moderna fitoterapia si basa sul concetto della ” attività terapeutica globale della pianta“, secondo cui nessun costituente della pianta può considerarsi “attivo” o “inerte”.

La pianta medicinale è considerata un organismo unitario nel quale ogni costituente ha un propria ragione d’essere nell’economia fisiologica della pianta stessa, ed esercita una determinata funzione. Di conseguenza tutti i costituenti della pianta, sia quelli con attività farmacologica che quelli privi di attività farmacologica  ma che possono modificare l’assorbimento dei primi, concorrono a determinare l’attività terapeutica globale della pianta medicinale.

Il medico fitoterapista deve essere ben preparato, nonchè essere riconosciuto ufficialmente. Solo un bravo fitoterapista, infatti, è in grado di capire quale sia il metodo e la cura migliore per ogni persona ed ogni sintomo.

 

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