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Il mandarino, una vera miniera di virtù

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); I Mandarini insieme a mele, pere ed arance sono tra i frutti offerti da Gennaio. Tra le varietà più conosciute dei mandarini ricordiamo: King, Cleopatra, Kumquat, mapi, clementine e mandaranci. Il mandarino proviene dalle zone tropicali dell’Asia e proprio per questo si ritiene che il suo nome ...

di Redazione

14 Gennaio 2012





Il mandarino, una vera miniera di virtùI Mandarini insieme a mele, pere ed arance sono tra i frutti offerti da Gennaio. Tra le varietà più conosciute dei mandarini ricordiamo: King, Cleopatra, Kumquat, mapi, clementine e mandaranci.

Il mandarino proviene dalle zone tropicali dell’Asia e proprio per questo si ritiene che il suo nome è dovuto al colore dei vestiti portati dalla casta dei Mandarini, governanti dell’antica Cina. Nel 1828, quando il frutto fece la sua comparsa nel Mar Mediterraneo tutti sapevano che in Cina le massime autorità erano appunto i “mandarini”, perciò sembrò giusto dare lo stesso nome a questi nuovi frutti altrettanto nobili ed altrettanto pallidi in confronto delle arance loro sorelle. L’appellativo scherzoso ed irriverente non tardò a diventare la denominazione ufficiale.

I mandarini sono una vera miniera di virtù perché sono ricchi di vitamina C, di vitamina B, di vitamina A, di ferro e acido folico. Vantano proprietà diuretiche, antiossidanti e incrementano le nostre difese immunitarie; aiutano il nostro organismo a regolare la pressione sanguigna e a contrastare la ritenzione idrica. L’olio ricavato dalla buccia, si impiega per ridurre le smagliature e la cellulite.



La buccia si può candire ed intingere nel cioccolato fondente ed è impiegata nella realizzazione di liquori, la polpa, invece, si impiega al naturale oppureIl mandarino, una vera miniera di virtù in crostate e creme. Inoltre il mandarino è molto digeribile, ha molte fibre e carotene; sviluppa 53 calorie ogni 100 grammi.

E’ un frutto coltivato soprattutto in Sicilia e Calabria, ma soffre la concorrenza del mandarancio che viene apprezzato molto di più perché meno ricco di zucchero, meno calorico e privo di semi; esistono coltivazioni anche negli Stai Uniti, in Egitto ed Argentina. Al momento dell’acquisto scegliamo frutti senza macchie, con una buccia tesa e brillante. Conserviamoli in un luogo fresco e asciutto mettendoli ben distesi all’interno di una cassettina in modo che non siano troppo ammassati.

Tradizionalmente questo frutto veniva mangiato soprattutto durante il periodo natalizio e si usava metterne sempre qualcuno all’interno delle calze della Befana per il 6 gennaio insieme a piccoli dolcetti e giocattoli.

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